«Sala ostaggio della sinistra Se vince lui città bloccata»

Parisi sullo sfidante: «Dalle primarie resta una frattura profonda Rischia di copiare il governo Pisapia, zero sviluppo e investimenti»

Tre esempi concreti. Il recupero degli ex scali ferroviari: la giunta Pisapia ha portato la delibera in consiglio comunale nell'ultimo scorcio di mandato e nel clima incandescente del pre-primarie. Affossata da un pezzo della maggioranza. Il progetto di riqualificazione dell'Ortomercato? Mai partito. Persino il presidente di Sogemi qualche settimane fa si è dimesso (ieri è stato nominato amministratore unico Paolo Zinna) contestando un immobilismo che dura da anni, sono stati fatti più studi di fattibilità che progressi su quell'area. Terzo, il nuovo skyline di Milano, i grattacieli di Porta Nuova e il Bosco Verticale che incassa premi internazionali. Quelli ci sono, è vero, e vengono portati ad esempio anche dal sindaco come simbolo dell'innovazione a Milano. Ma le basi sono state poste sotto le ex giunte Albertini e Moratti, che hanno dovuto fronteggiare le barricate dell'opposizione (allora di sinistra) in aula. E il candidato sindaco del centrodestra Stefano Parisi, intervistato ieri su SkyTg24, ha sottolineato con il piano di governo del territorio iperambientalista approvato da Pisapia «oggi, con equelle regole, quei progetti sarebbero vietati. É questo il nodo vero, se il candidato del Pd Giuseppe Sala diventasse sindaco, avrebbe una maggioranza che continuerebbe a bloccare investimenti e sviluppo». A domanda, Parisi non si sottrae da un'osservazione sul campo avversario. Sel e l'ex sfidante Francesca Balzani hanno chiesto al manager che sia confermata alla vicesindaco la poltrona in caso di vittoria, e vogliono «protagonismo» nel programma alettorale. «Le primarie - commenta - hanno lasciato una profonda frattura nel centrosinistra che non accenna a sanarsi. Ho paura che quella coalizione abbia al suo interno un blocco forte che, qualora Sala fosse eletto, bloccherebbe la sua attività. È un blocco che vede in lui un manager con capacità gestionali moderato e che quindi non deve essere eletto sindaco». Parisi ricorda che Sala «ha idee moderate, è stato un city manager di Letizia Moratti. la differenza tra noi è che la sua è una maggioranza che lo blocca». E ha bloccato, ricorda, il recupero degli ex scali, dell'Ortomercato, le grandi opere che invece portano investimenti e lavoro». Bloccano anche le auto durante l'emergenza traffico. «Fermare le macchine, andare tutti in bici e augurarsi che piova non porta da nessuna parte, ognuno deve essere libero di muoversi come vuole, piuttosto incentiviamo le macchine a basso impatto ambientale. E lanciano ecoincentivi per cambiare i nostri palazzi».Mr Expo si candida a Palazzo Marino e Parisi non vuole polemizzare sui conti, «spero vangano fuori presto così togliamo di torno la polemica». Ma boccia l'amministrazione che «ha vissuto sugli allori, ha preso in mano l'evento conquistato dalla Moratti e ha fatto un operazione di vetrina ma senza intervenire sulle infrastrutture, sull'ortomercato, che poteva essere un punto di attrazione visto il tema del 2015, l'alimentazione, e ha perso invece «il 49% dei flussi di commercio». I consiglieri di Forza Italia si sono riuniti a cena martedì sera con la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini, che sarà capolista alle Comunali, il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, lo stesso Parisi. Toti ha ribadito alla squadra che il voto di Milano è un voto anche nazionale, e sulle schede si peseranno anche i partiti della coalizione. Venerdì i capigruppo di Fi, Lega e Fdi vedranno invece il candidato sul tema della lista civica. Affronteranno anche il caso di Nicolò Mardegan, che è sceso in campo con NoixMilano ma potrebbe unirsi alla coalizione. ChiCa

Commenti

tiromancino

Gio, 03/03/2016 - 17:56

Ostaggio di quei comunisti che si porterà appresso con tanto di ricatto: o noi o perdi,ma soprattutto con la zavorra delle future tasse