Sala perde voti e pazienza E passa il cerino a Pisapia

C'è chi spinge il sindaco a fare il capolista Lui non vuole, ma deve risolvere il rebus

Doveva essere una campagna elettorale in scioltezza, e invece dopo gli schiaffi delle primarie sono iniziate le liti sulla lista arancione. Ed è volato via un mese per Beppe Sala dalla vittoria ai gazebo. Nel campo avversario intanto è sceso in campo Stefano Parisi e i partiti del centrodestra sono, a differenza della sua coalizione, compatti intorno al candidato che cresce nei sondaggi. Si capisce l'irritazione del manager in questi giorni. Cene, riunioni, telefonate per dirimere la questione della lista arancioni e la Balzani a capo. Con l'inconveniente che anche i dem tengono in stand by la decisione sulla testa di lista (non dovrebbe essere un «doppione», l'ipotesi Majorino ad esempio veniva scartata con la Balzani in campo). Sal invece sta cercando di convincere Umberto Ambrosoli a guidare la lista civica. Ma mr Expo e Pd dopo il passo indietro della vice ora passano il cerino nelle mani di Giuliano Pisapia. É stato il regista della sua discesa in campo alle primarie, dopo la sconfitta l'ha indicata per lista arancione, ora gli tocca trovare una soluzione per frenare la fuga di Sel e arancioni perchè si sta costruendo l'identikit del perfetto capro espiatorio in caso di sconfitta del centrosinistra alle urne. Il premier Matteo Renzi saprà su chi scaricare la colpa. E da molti ieri è partito l'appello perchè, persa la Balzani, si metta proprio lui a capo della lista arancione, anche chiarendo dall'inizio che si presenta come elemento di garanzia per chi ha dubbi su Sala e non per entrare in consiglio. Un'ipotesi che prende quota sui social network e rimbalza tra i politici. A domanda il capogruppo Mirko Mazzali non può che rispondere che «per la stima che ho di lui, lo vedrei bene in tutti i ruoli tranne che centravanti della Fiorentina, farebbe resuscitare il progetto di una lista di sinistra, ma non credo sia possibile». E il sindaco non è in effetti disponibile. Per frenare le polemiche sul caso Balzani, i vertici del Pd gli hanno chiesto prima di tutto una dichiarazione che confermi che l'unità del centrosinistra non è a rischio. Poi, di trovare un nome che tenga insieme le anime a sinistra del Pd. Sia il sindaco che i democratici sembrano scartare l'ipotesi che tolta la Balzani dal campo, l'ex om d Mani Pulite Gherardo Colombo si convinca a scendere in campo come candidato anti-Sala, per la lista Milano in Comune che tiene insieme da Rifondazione ai socialisti, e magari porterebbe fuori dalla coalizione pezzi di Sel e del comitati. La scelta della Balzani ieri ha scatenato due fazioni. Sul suo profilo Facebook c'è chi l'ha definita «coerente e leale nei confronti degli elettori» e chi la accusa di «sindrome da Cofferati». Il rischio che si ripeta un altro caso Liguria, con la candidata i Renzi sfidata da quello di Cofferati, e la vittoria del centrodestra alle urne, viene aleggiata dall'Idv. «dove la candidata renziana è stata messa in crisi da quello calato da Sergio Cofferati, e alle urne ha vinto il centrodestra, viene aleggiato anche dall'Idv«. Qualcuno - attacca Ivan Rota della segreteria - vorrebbe replicare quanto successo in Liguria alle regionali ma i milanesi non ci cascheranno».ChiCa