Sala: «Subito il bando per decidere il futuro dei terreni post Expo»

Non c'è proprio più tempo da perdere. Un bando da pubblicare a giorni, già «prima dell'estate» per decidere il destino delle aree di Rho-Pero che una volta chiusi i cancelli dell'Expo il 31 ottobre del 2015 avranno un futuro da reinventare. Il grande stadio per Milan (e forse Inter), il nuovo centro di produzione Rai per sostituire lo storico palazzo di corso Sempione o il grande parco tecnologico sono solo alcune delle ipotesi che si sono succedute in questi anni. Per ora solo l'amministratore delegato rossonero Barbara Berlusconi ha messo qualcosa nero su bianco, ma anche in quel caso c'è parecchia incertezza. E così ieri il commissario Expo Giuseppe Sala, dopo aver incontrato in Regione i consiglieri del Movimento 5 stelle, ha assicurato che «a questo punto bisogna stringere». In arrivo «un bando prima delle vacanze che mira ad attrarre interessi concreti». Un'occasione, il faccia a faccia con i «grillini», per fare anche il punto dei lavori. «Sulle interferenze siamo al 90 per cento e sulla piastra al 60» ha detto Sala, aggiungendo che ora la priorità «è come accogliere i Paesi: una ventina sono già sul sito, altri stanno costruendo i padiglioni nelle fabbriche del territorio». Per questo «da adesso a settembre-ottobre arriveranno tutti e questo creerà il passaggio a una forza lavoro di 4mila persone». In una nota, il gruppo 5 Stelle ha in seguito ribadito che «continuerà a svolgere il proprio ruolo di controllo, con occhio critico, anche in futuro, considerando che vi saranno da far partire ancora circa 250 gare di appalto per gestioni di servizi accessori, allestimenti cluster e».
Dovrebbe risolversi a breve, probabilmente già in settimana, la questione della società il cui presidente Enrico Maltauro è stato arrestato nell'indagine sulla presunta «cupola degli appalti». Ieri il prefetto Francesco Paolo Tronca ha detto di essere pronto a incontrare il presidente dell'Autorità anti corruzione Raffaele Cantone che per l'azienda impegnata in due cantieri Expo ha ipotizzato una modifica della governance o una sorta di amministrazione controllata, un commissariamento. «Se l'autorità dovesse fare una proposta - ha spiegato ieri Tronca - il prefetto è pronto. Naturalmente ottempererò alle richieste». Fiducioso il governatore Roberto Maroni. «Ovviamente dobbiamo completare tutte le infrastrutture - ha detto ieri al congresso regionale della Uil - Ma abbiamo superato una fase critica: oggi la Regione, il Comune, il governo, la società Expo e gli organi di controllo sono tutti impegnatissimi».
Sul fronte degli appelli al governo Sala chiede «di intervenire su trasporto pubblico locale». Una manifestazione che per sei mesi sarà aperta dalle 10 alle 23, comporterà «uno sforzo intenso in termini di mezzi e uomini» quantificabili in «50-60 milioni di euro di maggiori costi per i territori». Per questo l'invito al governo è a «dare una risposta». Mentre Maroni ricorda l'impegno per il lavoro post Expo. «Il 5 giugno Regione e parti sociali hanno sottoscritto un avviso comune per il lavoro, per massimizzare le ricadute occupazionali di Expo: vogliamo che l'occupazione determinata nel semestre di Expo abbia poi un seguito». Dalla Regione già stanziati 20 milioni.