Sala, tutte le «cambiali» da pagare

Il candidato Pd ha vinto con l'aiuto di tanti, che ora gli presenteranno il conto

Sala ha vinto, ma a che prezzo? Quante «cambiali» dovrà pagare il neo sindaco? Il candidato del Pd è stato eletto per 17mila voti, dopo una campagna elettorale difficile. Il centrodestra, puntando anche sulle sue incertezze, è arrivato a un soffio dal traguardo. E ha mantenuto la sua unità interna, tanto che qualcuno rimprovera a Stefano Parisi un'eccessiva «serietà» che lo ha portato a rifiutare accordi con altri per non snaturare il suo programma. Sala ha scelto, con successo, la linea opposta. Essendo arrivato al ballottaggio col fiatone, dal giorno successivo al primo turno ha seguito due strade: si è allontanato da Matteo Renzi, palesemente in crisi di popolarità, e si è appoggiato su tutti gli altri. Il sindaco uscente, innanzitutto. Giuliano Pisapia non è mai stato entusiasta della sua candidatura ma ha sottolineato la bontà della «squadra». Poi gli altri. Sala ha usato tutte le «cartucce» che aveva a disposizione. Ha concluso un accordo formale coi Radicali, anche promettendo un incarico importante a Emma Bonino, ha ottenuto l'endorsement di Basilio Rizzo, annunciando la collaborazione con l'ex pm Gherardo Colombo, ha galvanizzato la sinistra sinistra, a costo di perdere qualcosa al centro. L'operazione ha consentito di vincere le elezioni, anche se a fatica. Ma il dubbio è che non consenta al neo sindaco di governare i problemi della città con soluzioni coerenti e realistiche.

Commenti

evuggio

Ven, 24/06/2016 - 09:36

L'avevo scritto io ieri in un commento ma NON CAPISCO PERCHE' MI E' STATO CENSURATO. Comunque vorrei dedicare una riflessione a tutti quelli che l'hanno votato: per dimostrare di essere l'uomo del CAMBIAMENTO inizia con CAMBIARE I MOBILI DEL SUO UFFICIO; per il resto la giunta rimane per metà quella di Pisapia (con scelta dei nomi migliori, soprattutto MARAN). Auguri Milano!