Il salasso dei pedaggi Regione contro Lupi: «Spieghi gli aumenti»

Approda in consiglio regionale la ribellione della Lombardia contro l'aumento delle autostrade. Dopo la protesta ai caselli di sabato organizzata dal segretario della Lega Matteo Salvini con annesso sciopero del pedaggio, ieri al Pirellone il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo e quello di Fratelli d'Italia Riccardo De Corato hanno presentato due mozioni (la seconda firmata anche da Claudio Pedrazzini di Forza Italia) per invitare la giunta Maroni a intervenire chiedendo al governo di rivedere un sistema tariffario evidentemente penalizzante per le regioni del Nord. E in particolare per Veneto e Lombardia dove i rincari sono quasi tutti ben al di sopra del 3,9 per cento della media nazionale. Per non parlare della Salerno-Reggio Calabria o del Grande raccordo anulare di Roma dove il pedaggio non si paga proprio. Per Romeo gli aumenti hanno «riportato in evidenza una delle principali criticità del sistema: lo squilibrio fra gli interessi pubblici e gli inauditi guadagni dei concessionari. Una gallina dalle uova d'oro che, come segnalato più volte anche dalla Corte dei conti, ha sempre favorito i privati a discapito dello Stato e degli utenti». Per De Corato «i rincari costeranno mediamente a ogni famiglia 87 euro l'anno». Andando per di più «a complicare, in un periodo di crisi, oltre a quella delle famiglie, la situazione delle imprese artigiane e del trasporto».
In aula la risposta dell'assessore alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno. «Nonostante l'attuale rete autostradale sia competenza dello Stato, così come le norme che regolamentano l'entità di tariffe e pedaggio - ha spiegato -, la Regione Lombardia non è disposta a stare a guardare». Annunciando di aver inviato una lettera al ministro Maurizio Lupi «chiedendo di avere tutta la documentazione» su come si è arrivati a decidere gli aumenti, ma anche proponendo di «ragionare su una proposta di modifica normativa di un sistema tariffario che oggi penalizza la Lombardia rispetto alla circolazione in altre aree della nazione, dove è gratuita la percorrenza di tratte autostradali e introduca moderni sistemi di pedaggiamento, tipo free-flow, per equilibrare le tariffe». Impietose le cifre che parlano di aumenti del 6,89 per cento tra Bergamo e Brescia Ovest, del 5,71 tra Bergamo e Tangenziale Est, del 12,5 alla barriera della Tangenziale Est proveniendo dalla Brianza, dell'11 sulla A9 Milano-Como-Chiasso, del 5,27 sulla A4 Milano-Torino e mediamente del 4,47 sulle tangenziali di Milano. Il vicepresidente della commissione Infrastrutture Luca Del Gobbo (Ncd) dice che «il tema degli aumenti è questione che non va affrontata guardando solo alla Lombardia perché «servono interventi a livello nazionale, dal momento che i lombardi che si muovono per lavoro viaggiano su tutto il territorio nazionale». Di qui la sua proposta di «un abbonamento autostradale per le categorie che le usano di più».