Saldi, scatta la corsa ai regali di Natale

Conto alla rovescia per i saldi in città. E anche se i negozianti da settimane sfidavano la multa (da 10.032 euro) e il divieto della Regione a vendere con lo sconto, una famiglia su quattro in Lombardia ha deciso di rinunciare al regalo sotto l'albero per attendere il via ufficiale delle svendite invernali. Anzi. In Buenos Aires come rileva Gabriele Meghnagi (al vertice di Ascobaires) i regali si sono trasformati in buoni acquisto da convertire in merce una volta partita la stagione degli sconti. Il via è il 4 gennaio. Quello ufficiale. Perché invece i negozi hanno già cominciato da tempo. Chi con spudorati cartelli sulle vetrine, chi sussurrati al cliente appena varca la soglia, chi invece tramite messaggini o sms. «Sarebbe auspicabile il rispetto delle regole», allarga le braccia Massimo Torti, segretario generale di Federmoda. Ma è altrettanto inevitabile registrare le multe a macchia di leopardo dei vigili dell'Annonaria. In vista, un altro sondaggio tra i commercianti per capire se quel 54% contrario alla liberalizzazione è ancora della stessa idea. Intanto secondo gli studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza mentre per i regali di Natale i lombardi hanno speso 620 milioni di euro (circa 142 euro a famiglia), per i saldi la spesa complessiva prevista è di 380 milioni con un budget che scende dai 146 euro a testa dello scorso anno ai 128 di quest'anno. È sempre più difficile fare quadrare i conti. E infatti il 43% delle famiglie ha scelto di fare meno regali e il 24% ha addirittura rinunciato agli acquisti. Un dato confermato anche dalle previsioni sui saldi. Meno della metà delle famiglie lombarde si getteranno comunque a capofitto nella ricerca delle occasioni: si tratta del 44 per cento che diventa però appena il 29 per cento per le famiglie a basso reddito. Se lo scorso anno era già un corposo 40% dei lombardi che era costretto ad ammettere di non fare acquisti neppure durante i saldi, quest'anno quella percentuale è salita ancora (43%). Si continua a tirare la cinghia, tagliando il festeggiamento al ristorante (6%), le vacanze (3%) ed è diventato più parsimonioso anche il pranzone con la famiglia (per il 12%). I giocattoli restano la voce di spesa più importante per un milanese su nove. E i bambini incidono complessivamente sulle spese dei milanesi per le feste per circa 30 milioni di euro. «Anche quest'anno ci auguriamo che i saldi possano rappresentare per il comparto del commercio una boccata d'ossigeno per aprire il 2014 con un nuovo slancio, nell'attesa di provvedimenti per la crescita e la ripresa che incrementino il reddito disponibile e quindi il potere di acquisto delle famiglie», ha commentato Enrico Origgi, membro di giunta della Camera di Commercio di Monza e Brianza. Intanto però sotto l'albero uno dei regali più graditi resta la vecchia, rassicurante «busta della nonna» con dentro quel po' di denaro che non guasta mai (lo dice il 17 per cento). Ma è la tradizione a vincere: il 52% dei ha regalato abbigliamento, il 32% libri, dischi, cd e giocattoli e c'è stata una ripresa di gioielli e bigiotteria (il 6% contro l'1% del 2012).