Salini scarta le primarie. "Il nome esce da Milano. Sala? Pensa solo a Sala"

Candidato centrodestra, sintonia con la Lega «La figura giusta si trova nella realtà sociale»

Forza Italia boccia senza appello il sindaco, Beppe Sala, frena sulle primarie e sull'identikit del possibile candidato sindaco è sostanzialmente in sintonia con la Lega, «ma partiamo dai contenuti».

Queste le coordinate che traccia il commissario regionale azzurro, Massimiliano Salini, sulla mappa di avvicinamento a Milano 2021, su cui il Carroccio sta lavorando. La premessa è che, per Fi, Milano ha un'importanza che va molto oltre il risultato politico-elettorale. «Milano - spiega Salini - è il punto da cui immaginiamo di far partire l'Italia intera, e la nostra storia lo dimostra, visto che le grandi vittorie milanesi di Albertini e Moratti hanno dato l'abbrivio al rilancio del centrodestra in tutto il paese».

Salini esclude che il sindaco Sala possa intestarsi il merito di una Milano così dinamica: «Sala - riflette - ha descritto un'immagine molto smart e molto aperta, molto contemporanea e internazionale, ma ce la sta facendo pagare cara. Sala vende una città in cui ci siano sempre meno macchine, ma la rende solo più costosa, e più che far uscire le macchine fa uscire le persone, le persone normali».

Sugli aumenti Atm, Forza Italia non fa sconti. «Sa di ripianamento dei debiti del Comune, si fanno entrare utili nelle casse del Comune ma i disservizi sono sempre gli stessi e il costo del balzello è caricato sui soliti che pagano il biglietto, intanto il sindaco non vuole adottare quei piccoli provvedimenti, sgraditi alla sinistra, per far pagare tutti quelli che non pagano». Ma è solo un esempio. La bocciatura è complessiva: «Sei mesi per avere una carta d'identità, 3 anni per avere concessioni, 30 mesi per aprire un'edicola o un'attività, e cito le pratiche più semplici». «Questa città così descritta e fatta pagare ai milanesi - sintetizza Salini - in realtà non c'è, e nelle periferie il degrado continua. Solo ora che Majorino è stato spedito in Europa qualcosa cercano di recuperare sui daspo di Minniti».

Insomma per Salini quel che c'è di buono nella gestione di Milano non è nuovo, e quel che c'è di nuovo non è buono. E un'alternativa di centrodestra? La Lega ha avanzato la sua proposta per delineare un candidato forte: «Un nome della società civile e squadra politica forte» ha detto il commissario del Carroccio, Stefano Bolognini.

Con toni diversi, Fi non dice no: «Il nome, la figura - spiega Salini - la si trova in funzione del progetto, il progetto deve essere imperniato sulla vivacità della società milanese, che è brillante, europea, propensa al rischio, tra le più vivaci in Europa. Non sono ancorato all'idea del civico - aggiunge - ma vedo una figura in grado di interpretare questa vivacità, poi può essere un professionista o un tranviere. Quel che è certo è che deve essere innamorato di queste freschezza, di questa apertura della città di Sant'Ambrogio». E se la Lega non lo trovasse? «Lo troverà Forza Italia - sorride Salini - Ma per trovare il sindaco giusto dobbiamo continuare a guardare alla vivacità della società milanese». Le primarie, proposte da Fdi, non lo esaltano: «Ho sviluppato una certa intolleranza al tema delle regole e delle procedure - ironizza, alludendo anche a una questione simile sorta dentro Forza Italia - Si dovrà trovare una modalità, certo, ma credo che il modo migliore per trovare il candidato sia occuparsi della realtà». E arriva, su questo, un apprezzamento forte per «Piattaforma Milano», il laboratorio avviato da Fi con Energie per l'Italia e Milano popolare, ma partendo dal basso: «In questo esperimento si sta facendo un lavoro eccezionale, smisurato - dice Salini - a livello di elaborazione concreta, non teorica. Quel lavoro genererà le condizioni per trovare il candidato giusto». Il rischio è un esito «alla Brescia», un esito in cui, cioè, un certo elettorato urbano poi sceglie il centrosinistra. «Sì, perché quando il dibattito è autoreferenziale il cittadino responsabile del Nord va sull'usato sicuro». C'è poi la possibilità che Sala pensi ad altri scenari e ad altre candidature. «Sala è molto interessato a Sala, più che a Milano», conclude Salini.