"Saluto a Ramelli, condannato ma non mi pento"

Per Goglio "il Fascismo non c'entra nulla, un rito per tre italiani uccisi"

Non ricordo esattamente la mia prima volta al corteo commemorativo di Carlo, Sergio ed Enrico. Ricordo però che allora, come oggi, avrei voluto che tutti gli assenti fossero lì a vedere con i loro occhi quello che accadeva. Su quella commemorazione si scriveva di tutto. Oggi nulla è cambiato. E a me resta quel desiderio. Una commemorazione silenziosa, fatta di ragazzi, famiglie, bambini che partecipano a un rito che non umilia Milano, come qualcuno ha scritto sotto la spinta dell'ideologia cieca, ma che la rende semplicemente più umana e aperta al rispetto degli «altri», di chi chiede solo il diritto di poter ricordare pacificamente tre Italiani morti a Milano. Spaventa la chiamata del «Presente»? Spaventa la risposta di qualche ragazzo e qualche ragazza che solleva la mano destra verso l'alto, facendo il saluto romano? Lo Stato, nella tutela della libertà religiosa, consente la celebrazione di ogni rito religioso e commemorativo, ma condanna penalmente chi partecipa alla commemorazione del 29 aprile, una celebrazione funebre che segue un rito antico ed italiano. Un rito, quello del «Presente», perpetrato dalle nostre Forze Armate, scolpito addirittura nella pietra di luoghi unici ed evocativi come Redipuglia. La dottrina politica del Fascismo, in quanto tale, c'entra poco o nulla. Ecco perché bisognerebbe essere presenti, giudicare con il proprio cuore. Sono stato condannato a 30 giorni di reclusione per avere chiamato il Presente in ricordo della medaglia d'oro al valore militare Carlo Borsani. Oltre a me, come me, sono stati condannati altri quindici ragazzi e ragazze. E ad un risarcimento di 18.500 euro all'Associazione nazionale partigiani, costituitasi parte civile (a quale titolo legittimo non lo capiremo mai). Una condanna lieve? Le condanne, per le persone che hanno una coscienza a posto, non si misurano in giorni ma nel principio. Sono deluso e mi sento tradito. Non sono iscritto ad alcun partito o movimento politico. Mio nonno paterno ha combattuto in nord Africa fino ad El Alamein. È stato l'uomo più buono e ottimista che io abbia mai incontrato. Mi ha insegnato il dono della gentilezza. E mi ha sempre detto di amare il Tricolore, con serenità e fermezza. Chiamando quel «Presente» credo di aver rispettato i suoi insegnamenti e il suo esempio. Sono felice di averlo fatto. Mi sento tradito da uno Stato che non vuole si difenda l'identità di questa nazione. Da un'Italia che condanna chi non fa altro che amarla. Forse, gli uomini e le donne che in nome di questo Stato hanno emesso la sentenza, hanno dei figli. Spero che quei figli siano come i ragazzi che si ritrovano, composti e silenziosi, per celebrare Carlo, Sergio ed Enrico. Perché, allora, quei figli daranno concrete e genuine soddisfazioni ai loro genitori. E questi ultimi potranno essere fieri di loro. Viva l'Italia.Federico Skoll Goglio

Commenti
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alfredido2

Lun, 23/11/2015 - 08:57

Misembra ugualmente patetici e superati sia quelli del salute romano che I comunisti.Sarà un gran passo Avanti quando fascism e comunismo saranno consegnati alla storia.Però mettere in prigione chi fa il saluto romano e liberare persone indiziate ,sia pur senza evidenza,di terrorismo , diventerebbe veramente preoccupante per il future del nostro paese .Spero solo non sia vero !

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Overdrive

Lun, 23/11/2015 - 09:08

Federico, noi non siamo in Italia, ma in Itaglia, il paese dei babbei e dei rapinatori

cabass

Lun, 23/11/2015 - 09:20

Più ci penso e più non riesco a capire che danno sia stato fatto all'ANPI perché si cuccasse 18.500 euro! Il ricorso in appello dovrebbe essere una passeggiata, ovviamente confidando nella buona fede e nell'imparzialità dell'organo giudicante.

frapito

Lun, 23/11/2015 - 09:26

Ma come funzione questa giustizia italiana? Qualche giorno fa sono stati liberati ben tre presunti terroristi islamici (per favore correggetemi se sbaglio) perché, a detta del giudice, "non si può condannare una ideologia". E un saluto allora?

Giampaolo Ferrari

Lun, 23/11/2015 - 10:06

Sbalorditivo,pensare che leggendo la storia recente dei fatti di sangue piu sanguinosi eseguiti per rappresaglia dai tedeschi fu solo colpa di quei partigiani che pur sapendo che avrebbero ucciso dieci innocenti per ogni tedesco,ugualmente anno fatto imboscate inutili e fatto uccidere civili innocenti. Questa è storia.

marusso62

Lun, 23/11/2015 - 10:10

Ma perch enon proibiscono il saluto a pugno chiuso che a schiavizzato popoli interi per oltre 70 anni e di piu , pe4rch enon si parla delle bare di ghiaccio del gulag di calima, le foibe e tanti tanti altri delitti in nome di quel comunismo che ha distrutto intere popolazione e ha minato intere economie e creato becere dittature. Il fascimo con tutti i problemi avuti e gli errori enormi fatti e storia Italiana, storia nostra parte della nostra cultura, e quegli idioti che magari hanno condannati questi quattro ragazzi abitano all eur a Roma . EVVIVA L'ITALIA

giumaz

Lun, 23/11/2015 - 10:32

18500 euri all'ANPI (Associazione Nazionale Piscialetto Italiani) per cosa? per acquistare pannoloni?

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vraie55

Lun, 23/11/2015 - 10:44

il sistema non tollera i veri fascisti e i veri comunisti e tutte le persone con qualche idea propria e quindi non allineate alla mangiatoia .. tale stato di cose si sta allargando nel mondo intero?

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UnoNessunoCentomila

Lun, 23/11/2015 - 11:46

CONDANNARE IL SALUTO ROMANO E' UNA BRUTTA ABERRAZIONE !!! NON SI PUO' NEGARE IL DIRITTO DI SALUTARE ROMANAMENTE, quel gesto appartiene alla ROMA FARO DI CIVILTA'. Inoltre il l saluto significa che nella mano destra aperta e tesa non vi sono tranelli ...Come è possibile invece fidarsi di chi saluta con la mano mancina chiusa in un pugno???

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giangol

Lun, 23/11/2015 - 11:56

stupratori, ladri, terroristi, no global liberi, e questo in carcere. ormai è totale discriminazione e razzismo nei confronti degli italiani per bene

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uccellino44

Lun, 23/11/2015 - 12:00

Sarebbe ora di cancellare dal Codice il reato di apologia del fascismo/comunismo (quest'ultimo non credo esista) e, perché no, anzi prima di tutti, quello di vilipendio al presidente della Repubblica!

silvano45

Lun, 23/11/2015 - 12:08

patetici questi magistrati politicizzati hanno due pesi e due misure chi devasta le città o entra e terrorizza nelle case viene graziato per un saluto romano il carcere ....grande stima e affetto a questa casta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

marcosabelli

Lun, 23/11/2015 - 12:26

Sentenza incommentabile, e poi i 18.500 euro all'ANPI a che titolo? Ma poi per quanto ancora deve esistere l'ANPI? sono passati 70 anni e più e penso non saranno molti i sopravvissuti...o siamo alla solita storia degli enti inutili mangiasoldi del contribuente?

potaffo

Lun, 23/11/2015 - 12:40

Questa Costituzione va cambiata, la libertà di espressione vale solo per alcuni e i diritti fondamentali sono ad uso esclusivo degli extracomunitari. Stiamo entrando pericolosamente nella dittatura europea delle elite finanziarie, e ce la menano con il saluto romano (che se non lo fai a Roma dove lo devi fare??).

Aleramo

Lun, 23/11/2015 - 12:57

Concordo che la costituzione a parte civile dell'ANPI è inconcepibile. Concordo che in appello questa aberrante sentenza dovrebbe poter essere rivista. i reati d'opinione non dovrebbero esistere, altrimenti si dovrebbe proibire anche il saluto a pugno chiuso, che è quello che facevano le Brigate Rosse.

Diegob

Lun, 23/11/2015 - 13:18

Italia agli Italiani

agosvac

Lun, 23/11/2015 - 13:28

Egregio UnoNessunoCentomila, vedo che lei ricorda ancora la Storia. Il saluto fascista non è mai esistito , è esistito il saluto romano, quello che migliaia, centinaia di migliaia, milioni di legionari romani rivolgevano all'Imperatore quando da Roma partivano alla conquista di più di metà del mondo allora conosciuto. Rinnegarlo è rinnegare le nostre origini. Secondo me qualsiasi magistrato che condanna chi lo usa andrebbe espulso dalla magistratura. Spero che un giorno o l'altro qualche Capo di Governo intelligente e serio elimini questa legge stupida, idiota e contraria alla nostra vecchia tradizione, perché bene o male noi siamo gli ultimi discendenti del vecchio Impero Romano.