Saluto romano per Ramelli, caso politico sulla Capotosti

È diventato un caso politico il saluto romano fatto da Roberta Capotosti (peraltro solo al momento del «Presente») durante la commemorazione del 29 aprile organizzata per ricordare le uccisioni di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani. Ieri, come già annunciato in aula, la «delazione» del consigliere comunale Pd Ruggero Gabbai che ha pubblicato su Facebook il video realizzato mischiandosi al corteo che quest'anno ha raggiunto, anche grazie al tentativo della sinistra di fermarlo, la cifra record di 2.500 partecipanti. «Ho filmato il saluto romano del consigliere provinciale Roberta Capotosti», ha spiegato Gabbai che denuncia «l'ignobile manifestazione del 29 aprile da parte dei fascisti». Aggiungendo alla schedatura i nomi di Carlo Fidanza, Massimo Turci e Romano La Russa per chiedere «i giusti provvedimenti verso politici che non possono commettere il reato di apologia del nazi-fascismo restando rappresentanti delle istituzioni democratiche».
Con il web che si è subito diviso tra le approvazioni come quelle del deputato Pd Emanuele Fiano e del sito della comunità ebraica e quelli che hanno difeso la Capotosti. «Perché alla commemorazione di Ramelli - uno dei commenti -, Gabbai pretendeva che si salutasse con il pugno chiuso come facevano i suoi assassini?». Nessuna retromarcia della Capotosti che è andata alla Zanzara di Radio 24 «per difendere il presente ai nostri caduti. Rivendicandolo con orgoglio. Alla faccia di Gabbai».