Salvini sfida gli abusivi (e gli insulti)

Cori e striscioni dei centri sociali contro il leader leghista, che lascia il quartiere scortato dalla polizia

Non è la prima volta che Matteo Salvini mette piede in via Crespi 10, in zona via Padova. Ma questa volta il suo sopralluogo, visto anche il clima elettorale che si respira in città, è stato piuttosto agitato. Una ventina di membri del centro sociale «Transiti» (viale Monza) - ma secondo altri si trattava solo di cittadini - ha atteso il leader della Lega Nord fuori dal condominio per intimargli di lasciare il quartiere: «Milano non ti vuole», hanno urlato. Alcuni hanno anche srotolato uno striscione: «via Padova è sempre antirazzista». Secondo quanto riferisce Mirko Mazzali, capogruppo di Sel in Comune, il consigliere Massimiliano Bastoni avrebbe cercato di strappare lo striscione ai manifestanti «commettendo un gesto prevaricatorio».

Il segretario federale ha comunque fatto in tempo a visitare uno dei piani del condominio a rischio crac: su una cinquantina di appartamenti, infatti, la metà è abitata da abusivi che non pagano le spese condominiali. I negozianti e alcuni proprietari hanno chiamato il leader del Carroccio per sottoporgli le loro preoccupazioni: cosa succede a un condominio che ha accumulato 400mila euro di debiti? Per non parlare della sicurezza derivanti dal degrado e dall'abbandono in cui si trova lo stabile. La situazione per altro è nota alle forze dell'ordine che hanno ricevuto decine di segnalazioni negli anni. Gli abitanti hanno voluto sottoporre al candidato sindaco (?) la paradossale situazione: perché le forze dell'ordine e le istituzioni competenti sanno e nessuno fa nulla? Nessun controllo, nessuna indagine? «Via Pietro Crespi 10, non è Milano ma terzo mondo. 45 appartamenti, in 35 non pagano una lira e sono abusivi, spaccio e violenza. Soluzione? Chiudere la via con Polizia e Carabinieri, suonare a tutti i campanelli, salutare chi è in regola, allontanare ed espellere gli abusivi, con le buone o le cattive» scrive il segretario su facebook. Al termine del sopralluogo la contestazione: Salvini ha consigliato agli autonomi, accompagnati da consiglieri di zona, di «fare yoga» e poi ha lasciato il quartiere protetto dalla polizia. Risalito in auto, ha abbassato il finestrino e mostrato il dito medio.

«È davvero incredibile venire a conoscenza che tra i violenti contestatori c'erano anche rappresentanti istituzionali di Sel. La Lega va a verificare perché in un palazzo spacciatori e abusivi dettano legge e chi sta al governo di questa città solidarizza con i delinquenti? chiosa Igor Iezzi, segretario provinciale -. Ci auguriamo che Pisapia e il Pd prendano le distanze da questi personaggi».

«Da tranquilla passeggiata a precipitosa fuga in macchina: ecco come inizia la sua campagna elettorale Matteo Salvini. Pensava di venire in periferia a speculare sulle sofferenze di un caseggiato e di un quartiere in difficoltà e raccogliere solo standing ovation. Ad aspettarlo c'erano comitati antirazzisti e cittadini del quartiere, che non hanno gradito la strumentalizzazione a fini elettorali» polemizzano i consiglieri di Sel di zona 2,Deborah Besseghini e Federico Chendi. «Non è la prima volta che Salvini va in via Crespi, e non è non certo il rimo sopralluogo in periferia, anzi. Certo, come è noto noi di Milano vorremmo che Salvini si candidasse a sindaco». L'assessore al lavoro Cristina Tajani, tra i nomi dei papabili candidati, scrive su facebook: «Mentre Salvini era a fare passeggiate elettorali nei caseggiati popolari noi eravamo al lavoro per far nascere l'Agenzia sociale per la casa».