San Siro e Corvetto, ecco le enclave arabe «Controlli a tappeto»

In alcuni quartieri di Milano case Aler in mano ai musulmani Lega e Forza Italia: «Subito verifiche, sgomberare gli abusivi»

«Controlli a tappeto di tutte le occupazioni abusive nei nostri quartieri popolari, da Milano a Palermo». Dopo i tragici attentati di venerdì sera a Parigi Matteo Salvini avverte: «Ci hanno dichiarato guerra, e alle guerre non si risponde con le chiacchiere del premier Renzi e dell'inutile ministro degli Interni Alfano». Non parole ma fatti. Il leader della Lega chiede verifiche a livello nazionale sugli irregolari di origine araba, ma sono in molti anche a Milano ad accendere un faro sulle enclave che si sono formate negli anni in alcuni quartieri di edilizia residenziale pubblica, sia gestiti dalla Regione che dal Comune. La presenza più massiccia viene segnalata senza ombra di dubbio nel caseggiati Aler di San Siro. Una stima verosimile dei residenti regolari si aggira già intorno al 10-11%. Più alta che altrove anche la percentuale di abusivi islamici, e c'è chi fa notare come è praticamente sfuggita al controllo quella quota di alloggi che dieci-quindici anni fa sono stati venduti agli inquilini italiani. Da allora molti hanno ceduto l'appartamento o l'hanno affittato, spesso in nero, proprio alla comunità araba. Un'alta concentrazione di occupanti africani si registra al Corvetto, attirati probabilmente anche qui dagli arabi regolari già ben piantati da anni nel quartiere popolare. Il consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio De Pasquale è d'accordo con Salvini, servono più controlli, ma il Comune può e deve agire di più anche sulla prevenzione, evitando a monte le concentrazioni gestendo in modo più attento le assegnazioni. «Le amministrazioni devono fare la loro parte - afferma - la prima cosa che il sindaco attuale e chi verrà dopo di lui deve impedire è la creazione di enclave, di zone a predominio musulmano dove si instaurino omertà, un sistema sociale o giuridico parallelo, con sue leggi e suoi costumi. É evidente che se in un isolato ci sono solo islamici è più facile sfuggire al controllo sociale diffuso, procurarsi armi, architettare azioni violente o anche solo fare proselitismo». Purtroppo invece «casi del genere esistono già a Milano», a San Siro e Corvetto lui aggiunge quegli isolati dove è ormai più facile incontrare per strada donne con il burqa che italiane, via Meda o via Segneri sono i casi più eclatanti. «Il Comune - conclude De Pasquale - deve vigilare di più sulle assegnazioni, evitando discriminazioni al contrario, e pretendere da questura e prefettura il massimo rigore sulle occupazioni abusive».

Il centrodestra è compatto. Il vicepresidente Fdi del Consiglio comunale, Riccardo De Corato, contesta la politica buonista della giunta Pisapia. Scuote la sinistra: «Non bisogna più esitare». E anticipa che durante la seduta dei capigruppo oggi chiederà al presidente dell'aula Basilio Rizzo di esporre sul balcone principale di Palazzo Marino, «con grande evidenza», uno striscione di solidarietà alla Francia («Je Suis Paris») insieme alla bandiera a mezz'asta.

Commenti

eureka

Lun, 16/11/2015 - 16:07

Si dovrebbe cominciare con il vietare il burla. Sotto que lenzuolo con visibili solo gli occhi può esserci chiunque, uomo o donna, armati e non, sicurezza è anche questo vietare chiunque a nascondersi dietro un lenzuolo non permesso dalle leggi europee.