Sanità, accordo lontano sul super assessore

Ha spiegato come verranno investiti i soldi risparmiati, ha ascoltato le critiche e i dubbi dei medici, ha chiarito come sarà la nuova organizzazione della sanità in Lombardia. Così il presidente regionale Roberto Maroni ha cominciato il suo tour da assessore ad interim negli ospedali lombardi. È gia stato a Bergamo e girerà tutte le province. «Voglio sentire quali possono essere i problemi o le proposte» spiega.

Ma i problemi più grossi non sono quelli sul territorio. Al momento sono quelli interni alla maggioranza, quelli meramente politici. A quanto pare si è ben lontani da un accordo sul nome del prossimo super assessore all'Welfare. E non c'è nulla di scontato nemmeno sull'appartenenza politica. Forza Italia si aspetta di avere la poltrona e invoca il «modello ligure» (per cui, ça va sans dire che, se la Lega ha la presidenza, gli azzurri hanno «di diritto» vicepresidenza e poltrona alla sanità). Maroni frena e ribadisce che terrà «l'assessorato ad interim fin quando sarà necessario».

Non solo. Nella giornata in cui ha incontrato i dipendenti dei due assessorati da unificare (Sanità e Solidarietà sociale) e in cui ha presentato in giunta le prime due delibere di attuazione della sanità, ha anche precisato: «Troveremo l'accordo. Ma abbiamo votato nel 2013 e da allora le cose sono cambiate». Bella frecciata ai tavoli in corso ad Arcore per trovare il nome giusta da piazzare nel post Mantovani. Intanto il toto assessore prosegue e il gioco forza all'interno della coalizione pure. Le perplessità maggiori ruotano attorno all'ipotesi di nominare un assessore affiancato da un sottosegretariato factotum (che Maroni vorrebbe affidare all'uomo che ha scritto, assieme a Fabio Rizzi, la riforma: Angelo Capelli). Sicuramente il presidente lombardo terrà le deleghe ad interim fino alla fine di ottobre (ma è molto più probabile fino a Natale): «Il tempo necessario perché sia conclusa la prima fase: la verifica delle circoscrizioni territoriali, che abbiamo fatto, la nascita della nuova agenzia di controllo entro fine ottobre e la due diligence su tutti i distretti». E a fine ottobre, assicura il presidente, «sarò in grado di rendere una cosa sola le strutture dei due assessorati, in modo tale che il nuovo assessore abbia già la realtà pronta. Da qui ad allora farò quello che ho cominciato a fare, girare il territorio per ascoltarlo e vedere se ci sono proposte alternative». Da qui l'invito a suggerire modifiche e miglioramenti della maxi riforma alla mail nuovowelfare@regione.lombardia.it. Per ora la giunta lombarda ha avviato i bandi per la selezione dei candidati alla nomina di direttore dell'Agenzia di controllo, alla nomina di membro del comitato di direzione e alla nomina dei collegi delle Ats (le agenzie di tutela della salute) e delle Asst (aziende socio sanitarie territoriali). Questi ultimi sono formati dagli attuali direttori delle agenzie ospedaliere e delle strutture socio sanitarie: dovranno effettuare inventari dei beni e ricognizione del personale entro due mesi.