«Sanità ottima a costi limitati Difendiamo la Lombardia»

La Russa e Beccalossi: «Pieni poteri alla Regione»

«Se vince il sì Milano sarà la città dei clandestini» e «se vince il No torna una speranza: prima gli italiani». Lo slogan su entrambi i manifesti alzati dai colonnelli di Fdi che ieri alle 13 in corso Vittorio Emanuele hanno chiuso la campagna referendaria, è la stessa: «Vota No». Lo ripetono a voce e al microfono ai milanesi (ancora indecisi) a passeggio nella pausa pranzo. É stata «una maratona elettorale - spiega la coordinatrice regionale Fdi Viviana Beccalossi, assessore in Regione - per insegnare agli italiani che la fregatura di questo referendum è che non saranno più chiamati a votare per i senatori. Rimarranno, esattamente come è avvenuto con la canellazione delle Province, ma saranno nominati dalla casta, peraltro a prevalenza Pd perchè saranno consiglieri regionali. Evidentemente Matteo Renzi vuole mettere in sicurezza almeno un ramo del parlamento». E da esponente della giunta Maroni ribadisce che «i lombardi sarebbero i primi a perdere qualcosa, ad esempio nell'ambito sanitario. Qui l'85% cento del bilancio si basa sulla sanita e in Lombardia è garantito da sempre un servizio efficiente a costi assolutamente limitati. La Lombardia ha 10 milioni di abitanti e solo 3mila dipendenti mentre altre regione ne hanno dieci volte tanto. Ma Renzi invece di dire fate come la Lombardia dice cara Regione, siccome tu sei troppo brava vediamo di togliere poteri anche a te e decidere noi, succederà per a sanità, la protezione civile e altre materie». Peraltro il capogruppo Fdi Riccardo De Corato definisce la riforma «totalmente illegittima» e «proposta da un premier e un governo che non sono stati eletti da nessuno e si reggono sui voti dei transfughi dal centrodestra come Alfano e Verdini». Il deputato Ignazio La Russa chiude facendo notare che «persino chi è obbligato a votare sì come Romano Prodi ammette che non è una buona riforma. Piace alle grandi aziende e alla grande finanza». E avverte: «Il rischio brogli sulle schede all'estero è sicuro, se il sì avesse molti più voti che in Italia controlleremo voto per voto». Sulle modalità di spedizione delle lettere la Beccalossi ha «già ricevuto molte denunce da residenti all'estero».

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