Sanità a rischio stangata: traballa il taglio dei ticket

Ci sono tre mesi di tempo per salvare i conti. Ma se entro la fine dell'anno il Governo non dovesse assicurare i 2 miliardi di euro promessi alle Regioni per evitare i ticket sanitari, allora dal 2014 sarebbero guai seri. E tutti i bilanci regionali andrebbero in tilt. Compresi quelli della Lombardia che, in fatto di conti, è la regione messa meglio.
Il mancato trasferimento dallo Stato per le casse di Palazzo Lombardia significherebbe un taglio di 250 milioni di euro. Un ulteriore effetto scure in aggiunta alla spending review che rischierebbe di mandare all'aria l'operazione ticket sognata dal presidente Roberto Maroni entro la fine della sua legislatura. Il governatore a giugno ha annunciato un piano per ridurre - e possibilmente azzerare - la tassa sanitaria. Ma senza i 250 milioni di euro promessi, l'impresa diventerebbe più difficile.
L'allarme sui fondi arriva dalla Conferenza delle Regioni ma a smussare i toni sull'effettivo pericolo dei tagli è l'assessore all'Economia Massimo Garavaglia, che assicura: «Quei soldi ci sono già dalla scorsa primavera. La ragioneria dello Stato lo ha appena chiarito e arriveranno nel 2014». Ma se c'è una lezione che la Lombardia ha imparato bene, questa è quella del «finché non vedo, non credo».
In ogni caso i consiglieri regionali non intendono rinunciare alla riforma dei ticket. E l'imperat è chiaro: non andremo mai a pescare nelle tasche dei lombardi. Dai banchi del Pdl, è il medico Stefano Carugo a lanciare un appello al presidente leghista: «Maroni, batti cassa a Roma». «Eliminare i ticket - spiega Carugo - sarebbe bello ma è estremamente difficile. Se non dovessero arrivare i 250 milioni da Roma, l'impresa diventerebbe ancora più dura. In ogni caso, una buona soluzione potrebbe essere la rimodulazione della spesa in base alla fascia di reddito». È per la correzione del contributo in base al reddito anche il rappresentante sanitario del Pd Carlo Borghetti, che tuttavia si mostra un po' più ottimista sui conti: «Se non dovessero arrivare quei soldi, la Regione dovrebbe cercare la soluzione all'interno del suo bilancio regionale. L'assessore all'Economia è riuscito a trovare un fondo da oltre un miliardo per le imprese e il lavoro. Nella ristrutturazione del bilancio bisognerebbe comprendere anche la sanità e trovare le risorse per scongiurare aumenti del contributo dei cittadini. Detto questo, la riforma dei ticket in base al reddito è a costo zero».
Non va per il sottile la Lega, che teme «l'ennesimo taglio folle». Fabio Rizzi, presidente della commissione Sanità, ammette: «Ci girano le scatole e non poco». Ma amplia le dimensioni del problema: la vera riforma dei ticket sarà possibile non tanto se verranno confermati i 250 milioni, ma se si riuscirà a trattenere in Lombardia il 75% della fiscalità (circa 16 miliardi).