Da «Sanpa» a New York: la corsa riparte da Milano

«Lo sport è davvero importante per un sano sviluppo della persona e mi è sembrato naturale fare conoscere San Patrignano, a cui sono da sempre legata, a un tecnico di eccezione come Gabriele Rosa. La corsa è una meravigliosa metafora di San Patrignano, dove il percorso è fatto di fatica e soddisfazioni, di superamento dei propri limiti e di momenti di difficoltà in cui i tuoi compagni di squadra sono pronti a sostenerti». Meno di un anno fa Letizia Moratti lanciava dalla Triennale di Milano la corsa dei ragazzi di «SanPa» verso la maratona di New York. Una maratona che era qualcosa di più di una maratona. Così l'ex sindaco di Milano aveva deciso di partire proprio dalla sua città per fa conoscere la sfida nella sfida di una ventina di ragazzi che volevano dimostrare che è possibile raggiungere qualsiasi traguardo e dire che dalla droga si può uscire grazie anche allo sport. Grazie a una disciplina dura e difficile come la corsa che però insegna tante cose. Soprattutto a non mollare. Non a caso l'iniziativa di San Patrignano in collaborazione col con il Marathon center di Brescia era stata chiamata «Oltre il traguardo». Tempo è passato, la New York city marathon anche e i ragazzi di «Sanpa» e la loro impresa sono addirittura finiti sulla prima pagina del New York Times. Un riconoscimento che dà nuova energia a un progetto che continua. Anzi raddoppia. «Si perchè è ovvio che andiamo avanti» racconta il professor Gabriele Rosa, medico sportivo che ha legato il suo nome alle più importanti vittorie mondiali nella maratona ma anche a progetti innovativi che vedono la corsa come terapia dell'obesità, del diabete, delle cardiopatie. «Lo scorso anno i ragazzi che sono arrivati al traguardo delle maratone sono stati una ventina- spiega- Quest'anno saranno quaranta e tra gli obbiettivi non ci sarà solo la maratona di new York ma anche quella di Londra». Una sfida che ovviamente non è solo sportiva ma che comunque non trascura questo aspetto. «Come sempre si comincerà studiando lo stato di forma dei ragazzi- spiega Rosa- Verranno poi preparati dei piani specifici di allenamento per ciascuno perché arrivino al top alle gare. La speranza è che questo sia solo l'inizio di un cammino, vista l'importanza dell'attività fisica per un corretto stile di vita». Ma non solo New York e Londra. Si perchè a San Patrignano il numero di ragazzi che questo progetto sta coinvolgendo continua a crescere, indipendentemente dalle gare. Corrono in tanti e sempre di più. Perchè, come aveva spiegato Letizia Moratti poco tempo fa nella Sala Italo Rota della Triennale, nella comunità lo sport è una parte integrante dei progetti di recupero. E infatti tutti fanno sport. Una volta era solo il calcio, da qualche tempo è arrrivata anche la corsa. E si è cominciato da New York perchè proprio lì San Patrignano lavora con l'Onu in un'opera si sensibilizzazione sulle tossicodipendenze che si sta facendo sempre più importante.