"I sette savi" di pietra di Fausto Melotti in mostra a Malpensa

Esposto al pubblico fino al 10 novembre nell'affascinante location della Porta di Milano del Terminal 1 il gruppo scultoreo restaurato con il contributo di Sea dopo 50 anni di oblio. Il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi: "Inaugurare questo spazio espositivo unico nel panorama mondiale degli scali che valorizza Milano ci rende orgogliosi"

Stanno lì, alti e dritti, i "savi" di pietra. Si guardano e "parlano" tra loro e - anche se può sembrare inusuale - "parlano" con chi li guarda e li ammira, la loro "galleria" del pensiero e del sapere è l'affascinate spazio della Porta di Milano del Terminal 1 dell'aeroporto internazionale di Malpensa dove le sette statue hanno ritrovato il loro spazio fisico e metafisico. E qui infatti che il gruppo scultoreo "I sette savi" di Fausto Melotti sono tornati a portare il loro messaggio dopo 50 anni di silenzio e di "dimenticanza".

Si sono rialzati e ricomposti, dopo essere stati chiusi per decenni in un magazzino del liceo classico Carducci di Milano dopo che erano stati danneggiati in tempi lontani dagli studenti e tolti dal giardino dell'istituto dove erano stati collocati nel 1961 grazie a una committenza del Comune di Milano all'artista originario di Rovereto ma milanese d'adozione e formazione culturale. Dopo il restauro finanziato dal Gruppo Sea - Aeroporti di Milano che ha fatto propria una sollecitazione della Provincia, "I sette savi" sono stati così restituiti alla fruizione del pubblico in una location unica nel panorama aeroportuale mondiale, dove resteranno esposti dal 20 giugno al 10 novembre prossimo.

E la scelta non è stata casuale perché il gruppo scultoreo inaugura la Porta di Milano come spazio espositivo in gradi arricchire l'offerta culturale della metropoli, in grado di ospitare iniziative artistiche di richiamo. Biglietto da visita davvero unico, per chi arriva a Milano da ogni parte del mondo e per chi arriverà in occasione di Expo 2015. La Porta di Milano, progettata dagli architetti Pierluigi Nicolin, Sonia Calzoni (che hanno curato l'allestimento della mostra), Giuseppe Marinoni e Giuliana De Gregorio era stata definita anche "soglia magica" per i suoi "effetti speciali" che ora esaltano e valorizzano i giganti di pietra di Viggiù stilizzati da Melotti con un evidente richiamo a De Chirico.

"Inaugurare la Porta di Milano con un'opera così importante ci rende particolarmente orgogliosi - ha dettto Giuseppe Bonomi, presidente di Sea - e felici di dimostrare concretamente come il contributo al recupero e alla valorizzazione di tutto ciò che riguarda la tradizione, la cultura e l'immagine di Milano sia un aspetto fondamentale della linea culturale di Sea". E Novo Umberto Maerna, assessore alla Cultura della Provincia di Milano sottolinea che "restituire alla comunità un bene per tanto tempo ad esso sottratto è un indubbio successo dell'amministrazione pubblica". In sintonia anche l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno: "Con questa collocazione, le statue di Melotti sono un elemento di richiamo e di riflessione per chi a Milano arriva e parte, in un luogo di forte valenza simbolica dell'essenza stessa della città, da sempre luogo di scambio e di relazione".