Sbadataggine da record Scheletri, protesi, zaini tra gli oggetti smarriti

Al primo posto carte di identità e passaporti Per recuperarli c'è anche un numero verde

Paola Fucilieri

Milanesi e turisti in città? Sempre più con la testa fra le nuvole. Questo almeno è il quadro vivace che emerge da quanto è stato consegnato all'ufficio «Oggetti rinvenuti» di Palazzo Marino, dove nei primi sette mesi dell'anno sono stati portati oltre 32mila oggetti contro i 20mila dei primi sei mesi dell'anno scorso. Ancora più colorato è il campionario di stranezze ritrovate, bastai pensare che tra queste c'è persino uno scheletro di plastica a grandezza naturale! Seguito da una protesi («superata» in stranezza tre anni fa solo da un arto artificiale, per la precisione una gamba destra in resina) da un monopattino elettrico e da una statua religiosa di metallo di medie dimensioni.

L'ufficio del Comune di Milano, con sede in via Friuli 30 (nel comando decentrato nella zona sud della città dove c'è anche l'ufficio coordinamento ausiliari della sosta, ndr) ogni anno custodisce e cataloga tutto quel che arriva e dei 32mila articoli campionati da gennaio a luglio 2018 purtroppo sono appena 3.700 quelli già stati reclamati dai legittimi proprietari.

Come per gli anni precedenti, anche nei primi mesi del 2018 rimane confermata la tendenza a smarrire principalmente documenti. E se nel corso di tutto il 2017 erano stati smarriti 12.491 documenti, nei primi sette mesi di quest'anno sono già 12.293 le patenti, le carte d'identità e i passaporti persi tra strade, pensiline, parchi, mezzi pubblici e negozi. E solo 1.646 sono stati restituiti.

Oltre 5mila tra portafogli, borsellini e portadocumenti sono stati depositati tra gli scaffali dell'ufficio Oggetti Rinvenuti: 607 sono stati riconsegnati ma 4.815 sono ancora in giacenza, insieme a carte di credito, bancomat e assegni.

Vittime della sbadataggine sono anche le tessere di vario genere (1.458 smarrite di cui appena 184 riconsegnate), borse, «24 ore», marsupi e zaini (1.291 smarriti, 164 restituiti), mazzi di chiavi (932 persi di cui solo 74 reclamati), telefoni cellulari (827 custoditi e 78 riconsegnati), quattro strumenti musicali.

Inoltre sono stati rinvenuti in città 356 indumenti (solo 20 quelli reclamati) e 338 fra fotocamere e videocamere (22 sono tornate ai legittimi proprietari). A questi si aggiungono caschi e bauletti per la moto, coppe, trofei, biciclette, picconi, pale, buoni pasto, un' aspirapolvere, stampelle e davvero una miriade tra collane, anelli, orecchini e occhiali.

Recuperare gli oggetti smarriti è semplice: basta telefonare all'ufficio «Oggetti rinvenuti» allo 02 88453900 da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 12 e dalle 13 alle 15.30. È possibile mandare una richiesta anche attraverso il sito del Comune di Milano, nella sezione Servizi online. Infine per ritirare l'oggetto, occorre presentarsi agli sportelli dell'ufficio con un documento di riconoscimento valido oppure muniti di una delega in carta semplice e copia del documento d'identità del proprietario. La restituzione è subordinata al pagamento di una cifra in base del tempo di custodia trascorso: 5 euro fino a 90 giorni, 10 euro fino a 14 mesi e 50 euro oltre i 14 mesi (la restituzione dei documenti d'identità però è gratuita).

Vista la particolare stravaganza di certi oggetti persi, però, sorge il dubbio che molti non ne reclamino la proprietà nel timore di venire derisi. Alzi la mano tra coloro che, tanto per fare un esempio ai limiti, avrebbero il coraggio di presentarsi in via Friuli ammettendo di essersi persi la protesi alla gamba...