Scala, colpo di scena: Pereira è già in arrivo

Ieri Scala in subbuglio. Arriva la prima notizia. Sicuramente il teatro non verrà commissariato, dubbio che era balenato in questi ultimi mesi, diventando poi realtà settimana scorsa quando una sentenza del Consiglio di Stato aveva annullato l'autonomia della Scala. Il Mibac ha invece fatto sapere che l'attività della Scala è «fuori discussione sino alla complessiva riforma che il Mibac varerà nel più breve tempo possibile». Notizia numero due. Alexander Pereira, scelto il 4 giugno come futuro sovrintendente, lascia l'incarico a Salisburgo due anni prima della scadenza del contratto, dunque nel 2014. Dovrebbe sedere sulla poltronissima dal 2015, quando Stephane Lissner, attuale sovrintendente, migrerà definitivamente all'Opéra di Parigi, dove già frequenta regolarmente un ufficio allestito apposta per lui. Tuttavia sono in tanti a non escludere che - a questo punto - non si rispettino le scadenze, anticipando i tempi dell'insediamento. Pereira ha già casa qui a Milano, dove vive la compagna, l'ex-modella brasiliana Daniela Weisser De Sosa, ex moglie del fotografo di Playboy Nicola Palma. Ieri è stato poi il giorno del lancio della nuova stagione dell'Orchestra Filarmonica della Scala: un'«azienda» culturale sana (terza notizia). I conti sono a posto da anni, addirittura col saldo attivo, è produttiva (54 presenze l'anno), visibile, capace di stare sul mercato anche con progetti che incorniciano l'attività primaria vale a dire quella sinfonica al teatro alla Scala. In momenti difficili, riesce a disegnare una stagione - la 2013/14 - di qualità, con 10 concerti (sempre di lunedì) e 20 date di tournée, direttori di pregio, più la serata con un ospite d'eccellenza, l'orchestra regina d'Europa, i Wiener Philharmoniker. Apre il 4 novembre, con Georges Pretre e chiude il 19 ottobre con Christoph Eschenbach e il baritono Matthias Goerne. Nella galleria dei direttori, ci sono il direttore-compositore Esa-Pekka Salonen, Daniel Harding, Daniel Barenboim, Valery Gergiev, David Afkham, Fabio Luisi. E dopo un rapporto interrotto 4 anni fa, torna il coreano Myung-Whun Chung, che dopo Carlo Maria Giulini e Riccardo Muti è colui che più ha diretto la Filarmonica. In epoche di toto-direttore, e nel rispetto della par condicio, la Filarmonica invita i due candidati eccellenti alla direzione musicale della Scala: Riccardo Chailly e Daniele Gatti. O meglio. Chailly dirige in gennaio i Wiener con Kavakos violino solista, mentre Gatti è fuori cartellone e firma (in maggio) il concerto per la Croce rossa italiana, ma è già prenotato per la stagione ufficiale 2015.
Dopo le 50mila presenze del concerto in piazza Duomo il primo giugno, il direttore artistico Ernesto Schiavi medita un altro bagno di folla per l'anno prossimo. Pensa a un concerto in grandi spazi e per il grande pubblico. Una Filarmonica che è una società democratica, snella, e soprattutto autofinanziata, sponsorizzata per il 34% da privati, Unicredit in testa, e con entrate proprie (biglietteria, liberalità, tournée…) pari al 62%.