Scala, concerto di Natale nel segno della Nona

Il maestro Von Dohnányi dirigerà coro e orchestra scaligeri con un classico di Beethoven

Piera Anna Franini

La coppia Misty Copeland e Roberto Bolle ha letteralmente conquistato la Scala. Che martedì ha inaugurato la sua stagione di danza con un classico, Romeo (Bolle) e Giulietta (Copeland) su musiche di Prokofiev e secondo la coreografia di Kenneth MacMillan. Si sa, Bolle è artista amato dal pubblico scaligero, entra in scena e scatta l'applauso. Per la Copeland, al suo esordio a Milano, è stata una conquista. Del resto, questa ballerina afroamericana, l'unica artista di colore ad essere nominata principal all'American Ballet Theatre in 75 anni di vita della compagnia, è avvezza alle sfide: lo dimostra la sua esistenza da romanzo, a lieto fine.

Avviata la stagione di opera e ora di ballo, la Scala questa sera alle ore 20 offre il suo concerto di Natale, trasmesso in diretta radiofonica su RAI Radio Tre, in differita televisiva in Italia su RAI Uno il 24 dicembre alle ore 10.15 e in Austria su Servus Tv il 25 dicembre alle ore 10.

Quest'anno è nel segno della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven con Coro e Orchestra scaligeri diretti da una bacchetta certo in confidenza con questo repertorio. Quella del maestro tedesco Christoph von Dohnányi, artista di gloriosa tradizione considerato che nonno Ern era noto musicista e amico fraterno di Béla Bartók. Di pregio il quartetto di solisti composto da Camilla Tilling, Michelle Breedt, Torsten Kerl e Michael Volle. Ottantasette anni, von Dohnányi è di Berlino, alla Scala ha diretto negli anni Settanta e inizio Ottanta, è quindi seguita una lunga assenza interrotta dal concerto di ritorno del 2012, quindi del 2015 ma con la Filarmonica. Era atteso per i concerti mozartiani di settimana scorsa, ma - per indisposizione - venne prontamente sostituito da Adam Fischer. Christoph von Dohnányi, decano della direzione, ha una storia intensa quanto quella della Copeland. Cresciuto in una famiglia di intellettuali, adolescente perdeva il padre poiché oppositore del nazionalsocialismo: veniva giustiziato in carcere assieme allo zio, Dietrich Bonhoeffer, fondatore della Chiesa confessante. Poi il riscatto del prode Christoph che a 27 anni diventava il più giovane Generalmusikdirektor di Germania (a Lubecca) e nel 1968 succedeva a Georg Solti alla guida dell'Opera di Francoforte. Per vent'anni ha diretto l'Orchestra di Cleveland, all'epoca al top delle prestazioni. Così come è stato a lungo al timone della Philharmonia