Alla Scala, inizia l'era Chailly: Più spazio ad autori italiani"

Il maestro è il nuovo direttore musicale del teatro "Valorizziamo il repertorio che ci ha resi grandi"

Largo spazio al repertorio italiano, con particolare attenzione non solo ad autori classici ma anche a partiture mai eseguite o dimenticate, un posto di rilievo per la musica contemporanea e i grandi direttori d'orchestra internazionali e a giovani indiscussi talenti, sono le linee guida della direzione musicale di Riccardo Chailly. Dopo due anni da Direttore Principale del Teatro alla Scala, dal 1 gennaio il maestro ha assunto l'incarico di direttore musicale che manterrà fino al 2022. «Questi due anni mi sono serviti per avvicinarmi progressivamente al teatro» ha spiegato Chailly. «Il direttore musicale sarà presente in teatro per più di 20 settimane all'anno - ha annunciato il sovrintendente del teatro Alexander Pereira - facendo riferimento a una collaborazione intensa che riguarda non solo le due opere che ogni anno Chailly dirigerà, ma tutto il cartellone».

Su un punto il maestro ha insistito, l'«importanza di non essere onnipresente», aspetto che sarà la cifra distintiva del suo incarico. «Il direttore musicale non deve essere onnipresente. Stiamo cercando di portare alla Scala i più grandi direttori dello scenario internazionale e giovani indiscussi talenti. Così come le più grandi orchestre del mondo. Questo da un senso di apertura a cui tengo molto».

Per quanto riguarda il cartellone, attenzione particolare sarà dedicata agli autori italiani, classici e meno, recuperando la «memoria storica del teatro, ovvero quelle opere che sono nate su questo palco e che hanno fatto grande nel mondo il nostro teatro».

Il ciclo dedicato a Giacomo Puccini occuperà una posizione di rilievo nella stagione artistica, grazie anche al percorso intrapreso negli anni dal maestro, mentre La gazza ladra di Rossini che al Piermarini ebbe la sua prima duecento anni fa sarà in scena già ad aprile. Il 25 marzo Chailly sarà sul podio per il concerto celebrativo de 150 anni dalla nascita di Arturo Toscanini, introdotto il 21 dall'inaugurazione della mostra «Arturo Toscanini - la vita e il mito» curata da Franco Pulcini e Harvey Sachs al museo teatrale della Scala.

Riguadagna l'apertura di Stagione 2017 (non succedeva dal 1963 con Cavalleria rusticana e L'amico Fritz diretti da Gavazzeni) con Andrea Chènier di Umberto Giordano. Tra le novità il grande ruolo che giocherà la musica contemporanea: lunedì la Filarmonica della Scala eseguirà il concerto per pianoforte di Carlo Boccadoro, in prima esecuzione. Il 1 novembre invece sarà la volta di Finale di partita di Juri Guntag, «opera che inseguo da trent'anni» ha sottolienato pereira con soddisfazione.

Grazie alla collaborazione quarantennale con Decca del maestro sono in uscita domani il dvd Turandot di Puccini, che inaugura un ciclo di opere complete di Puccini con la scala diretta da Chailly, mentre è atteso il 3 febbraio il nuovo album di Ouvertures, preludes e intermezzi, tratti da opere eseguite per la prima volta sul palco del Piermarini in tre secoli di storia, con la Filarmonica.

Commenti

Trinky

Gio, 26/01/2017 - 15:26

Alla faccia dei nostalgici di Muti e delle sue opere fantasma.....