Scala, Pereira arriva un anno prima

Alexander Pereira, nominato a inizio giugno futuro sovrintendente del teatro alla Scala, anticipa i tempi. Sarà a Milano già dal primo ottobre 2014, anzichè dall'autunno 2015: anno del congedo (anch esso anticipato)dell attuale manager scaligero, Stephane Lissner. Del resto, lo lasciava presagire la chiusura anticipata (di ben due anni) del contratto di Pereira con il Festival più chic d'Europa, quello di Salisburgo. Decisione - per la verità -che non ha seminato propriamente indifferenza oltralpe.
Dei cambi di partenze ed arrivi se ne è parlato ieri, durante la seduta del consiglio di amministrazione del teatro: lo stesso cda che il 4 giugno nominò Pereira sovrintendente all'unanimità, bruciando una bella rosa di candidati, italiani e stranieri. E come preannunciato, subito, fresco di nomina, Pereira assicura che controbilancerà la sua viennesità optando per un direttore musicale italiano. Ora aggiunge che la decisione verrà presa entro Natale, anche se, dopo lunga attesa, è logico supporre che i candidati eccellenti scalpitino, altri cinque mesi son forse troppi. Sono stati fatti più nomi, ma quelli in gioco, a dire il vero già dall'immediato post-Riccardo Muti, sono due: quello di Riccardo Chailly e di Daniele Gatti. Tutti e due milanesi, entrambi ben conosciuti all'orchestra scaligera e allo stesso Pereira. Che ha lavorato a strettissimo contatto con Gatti durante gli anni di conduzione del teatro di Zurigo, così come è in ottimi rapporti con Chailly. Entrambi i direttori figurano nel cartellone di Salisburgo, quest'anno (il fato?) particolarmente italico, per titoli e interpreti, incluso il contestatissimo Damiano Michieletto, il regista del Ballo in maschera scaligero che tanto ha infiammato il teatro alla Scala, ma che Pereira già ha detto che riporterà a Milano. Intanto si attende per fine luglio il Falstaff che ha disegnato per l'apertura del festival austriaco.
Che dice Lissner della contrazione dei tempi? Premessa. Già, dispone di un suo ufficio all'Opera di Parigi, città che ruotava in testa da tempo, come era noto. «Abbiamo fatto assieme la domanda di anticipare di un anno, e il cda ha accettato questa richiesta. Io andrò via il primo ottobre e Pereira comincerà quello stesso giorno», ha spiegato Lissner accanto al successore. Il presidente del cda, il sindaco Giuliano Pisapia ha spiegato che l'ipotesi di un stretta sui tempi gia' era emersa in sede del cda. Le stagioni di un teatro, soprattuto quando risponde al marchio Scala, vanno preparate per tempo. Meglio partire subito, o meglio, è già tardi per avanzare pretese sugli artisti fuoriclasse. Proprio quel tempo bruciato durante gli otto mesi spesi a individuare l uomo destinato alla poltronissima scaligera, salvo confermare il nome che aveva preso a circolare subito, quello di Pereira.
Lissner e Pereira, assieme come due buoni e vecchi amici, soddisfatti entrambi per il colpo fatto (in testa, l'anticipo), promettono che fino al 2014 lavoreranno in armonia per il «futuro della Scala, non solo per Expo 2015, ma anche per il dopo, dal punto di vista sociale, economico e artistico» (Lissner). E si sa che l'appeal di Pereira si deve certo alla sua rete di contatti e abilità di persuasione degli artisti, ma anche alla capacità di attirare sponsor. Lui ama raccontare che dopo aver creato un progetto artistico, vola subito a cercare chi lo sosterrà sicuro che per un manager teatrale sono vitali l'idea e l'entusiasmo nel diffonderla. Così come - secondo il Pereirapensiero - si può attingere alla cassa pubblica ma solo se nel frattempo si è dimostrato di aver coinvolto anche i privati.