Scala, psicosi da redditometro È ancora una Prima a luci spente

Sarà un'altra Scala d'austerity. Con una «Prima» sottotono, meno vip e più autorità istituzionali. Con vestiti riciclati, senza gioielli e pellicce. E la stilista Raffaella Curiel (la più gettonata per i debutti al Piermarini) non ci sta a uniformarsi alla «psicosi da redditrometro». Confezionava anche 40 abiti per una Prima, per oggi ne ha preparati solo 4. «Sarà una Scala molto morigerata e io sono molto arrabbiata. Con questa storia del rigore, del non far vedere le pellicce, i gioielli, la ricchezza, la gente che avrebbe le possibilità non spende più: se anche per un'occasione come la Prima si mettono i vestiti di dieci anni fa - dice Curiel - l'Italia non può ripartire». Si sono affidate alla sua eleganza ricercata Clio Napolitano,(tailleur nero da sera stile smoking ma con gonna lunga), Elsa Monti, in giacca di broccato, la pr Laura Morino Teso, con un abito bustier nero e gonna corta davanti e lunga dietro, e la compagna di Arturo Artom. E le altre? «Quasi tutte hanno riciclato un vestito già messo o andranno in corto ed è un gran peccato perché se i ricchi non spendono i poveri non lavorano».