Scambio Sea-Serravalle Pisapia paga 45 milioni

In tempi di crisi, la permuta è una soluzione allettante. E lo scambio di quote azionarie tra Comune e Provincia va in questa direzione, con l’obiettivo prioritario di valorizzare la vendita dei gioielli di famiglia pubblica, senza concorrenza tra enti locali. La Provincia cede al Comune il pacchetto del 14,6% di Sea, il Comune in cambio dà alla Provincia (attraverso la holding Asam spa) il 18,6% delle azioni Serravalle. E poiché le azioni di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, valgono di più rispetto a quelle delle autostrade Serravalle, Palazzo Marino aggiungerà un conguaglio di 45 milioni di euro (già previsti nel bilancio 2012). Alla fine dell’operazione, la Provincia (attraverso asam) deterrà il 71,50% di Serravalle e il Comune il 69,37% di Sea.
Soddisfatti, il sindaco, Giuliano Pisapia, e il presidente della Provincia, Guido Podestà, alla conferenza stampa di presentazione dell’intesa, ospitata nella sede della Provincia. Adesso è necessaria una ratifica della giunta, quindi la palla passa ai consigli comunale e provinciale. Infine l’Asam, l’holding infrastrutture della Provincia, riunirà il consiglio d’amministrazione per completare l’iter. L’intenzione è di convocare i consigli in contemporanea, così da procedere a una sorta di ratifica simultanea. Il Pdl in consiglio però esprime già dubbi sulla valutazione. «Non dare nulla per scontato» ammonisce il capogruppo, Carlo Masseroli. E ancora: «Dobbiamo avere la certezza di operare nel pubblico interesse e per quanto mi riguarda non è sufficiente che chi governa Milano ritenga chiuso l’accordo».
Il presidente della Provincia, Podestà, parla di «ottimizzazione degli investimenti dei cittadini» e di «non farsi concorrenza nelle esigenze della vendita». Aggiunge che la Provincia ha l’esigenza di dismettere 200 milioni di patrimonio. Il sindaco, Giuliano Pisapia, conoscendo bene i mal di pancia del sindacato e anche della sua maggioranza, oltre che dell’opposizione, è più cauto quando si tratta di fornire numeri e percentuali delle vendite in arrivo. Ma ribadisce l’intenzione di recuperare fondi: «Una cessione di beni dovrà esserci per i grandi investimenti necessari sulla città. Avere il 69 per cento ci permetterà di valutare più opzioni. Apriremo un’ampia consultazione e abbiamo deciso di convocare entro luglio un Tavolo per Milano, per decidere come e dove investire».
La lettera di intenti era stata sottoscritta da Comune e Provincia il 26 aprile scorso. Su questa base hanno lavorato gli advisor di Palazzo Marino(Kpmg e l’università di Castellanza) e di Palazzo Isimbardi (Mario Minoja e la società Arthur D. Little) e dalla loro attività comune (integrata da quella di un advisor indipendente, ovvero Barclays) sono venute fuori le seguenti valutazioni, ritenute un fair market value, ovvero un congruo valore di mercato: Sea 190 milioni di euro e Milano serravalle-milano tangenziali 145 milioni di euro. Da questi conteggi emerge il conguaglio in denaro a favore di Asam pari a 45 milioni di euro.
La collaborazione trasversale tra Comune e Provincia, nonostante il diverso colore politico delle due maggioranze, sembra destinata a proseguire nel futuro. Tra i terreni di cooperazione la Formazione Lavoro, la gestione dell’Idroscalo e il pressing sul governo per Expo. E il sindaco garantisce di non avere perso le speranze di una deroga al patto di stabilità, «almeno per le spese vive». In assenza di questa concessione, i guai per le casse comunali sarebbero più difficili da contenere e il piano di dismissioni dovrebbe essere ampliato.