Scappa con la moto dentro il metrò L'arresto dei carabinieri è come un film

Inseguimento degno delle spettacolari diligenze del Far West ma senza il «Ciak, si gira». La fuga è avvenuta veramente tra le vie della periferia di Milano in mezzo ai passanti increduli. L'autore: un ladro di scooter cinquantenne con vari precedenti penali. Originario di Barletta, il temerario trafugatore di due ruote è stato addocchiato ieri a San Donato da una pattuglia di carabinieri, perché alla guida di un 125 di cilindrata senza casco. Il casco c'era, ma pendeva dal veicolo in modo da occultare il numero della targa, dettaglio che ha insospettito le forze dell'ordine. E' iniziato l'inseguimento.

Partito da San Donato, il motociclista è giunto a Rogoredo e, vedendosi braccato, sempre a cavallo delle resistenti due ruote, è sceso dalle scale della metropolitana continuando la sua fuga. In modo ancora da verificare, i tornielli del passaggio per i portatori di handicap si sono aperti e il motociclista li ha attraversati impavido fino a trovarsi a percorrere una parte della banchina dove passano i treni, tra i passeggeri in attesa, rimasti a bocca aperta per il fatto di trovarsi in mezzo a una scena alquanto inusuale.

A questo punto il fuggitivo ha dovuto cedere. I carabinieri, giunti alla fermata della metro, hanno lasciato la macchina e si sono messi ad inseguire il ladro a piedi, raggiungendolo sulla banchina. L'audace centauro è stato ammanettato per resistenza a pubblico ufficiale e furto. Lo scooter è risultato rubato. Il motociclista ha detto di essere partito in moto da Barletta, ma l'affermazione non è risultata veritiera, sebbene il tutto avrebbe avuto una sua logica visto che la cittadina pugliese è rimasta nota per la «Disfida di Barletta», una tenzone cavalleresca tenutasi il 13 febbraio 1503 nella piana tra Andria e Corato, fra tredici cavalieri italiani (sotto l'egida spagnola) e altrettanti francesi. Il confronto finì con la nostra vittoria.