Scaramellini favorito Ribaltone a Sondrio, l'incognita è l'affluenza

L'ingegnere ora è a un passo dal traguardo Squadra con Lega, Forza Italia, Fdi e civici

Da una parte l'ingegnere Marco Scaramellini, dall'altra l'avvocato Nicola Giugni. Da una parte il centrodestra irrobustito da una squadra civica, dall'altra la sinistra cittadina che schiera il primo cittadino uscente Alcide Molteni e la sua giunta. È una partita civica e politica insieme quella di Sondrio, - unico capoluogo in cui si vota domani, dopo l'assegnazione al primo turno di Brescia. E se Sondrio passasse di mano al centrodestra, sarebbe il quarto capoluogo lombardo a farlo nel giro di 2 anni.

Sondrio e Cinisello sono le due sfide politicamente più importanti dei ballottaggi di domani in Lombardia: nove sfide in tutto, tre in provincia di Milano (Bareggio e Gorgonzola, oltre a Cinisello) e cinque in Brianza. Poi Sondrio. In tutto 217.214 elettori.

Che a Sondrio possa finire con una vittoria del centrodestra sembra molto probabile e sono in molti a pensarlo ance in città, che resta una piazza storicamente di centrosinistra in una provincia solidamente orientata verso il centrodestra. Con le dovute scaramanzie, l'unica cosa che sembra davvero far paura ai partiti che sostengono Scaramellini è l'astensione, visto che le urne si aprono il 24 giugno, a scuole chiuse da un pezzo. I partiti hanno calato i loro assi, il leader della Lega Matteo Salvini, in poco più di due settimane è arrivato due volte in Valtellina, nella prima uscita da ministro dell'Interno e poi il 17 giugno. Ad attenderlo due piazze piene, ma anche l'assessore regionale Massimo Sertori. Nel comitato di Scaramellini, in via Cesare Battisti, c'è grande serenità e un clima familiare. Non sembra la trincea di una battaglia politica e non lo è. «Sì, siamo sereni - ammette il candidato parlando col Giornale - si è registrato un risultato molto interessante al primo turno, il nostro schieramento è arrivato al 46,8%, con un 60% alle formazioni civiche e un 40% ai partiti». La coalizione di Giugni, la sinistra, parte dal 36%. Distacco notevole, ottimismo dunque. C'è poi il 14% di Fiorello Provera, ex deputato leghista. Scaramellini non ha formalizzato apparentamenti ma sembra che il grosso di questo elettorato terzo possa scegliere lui: «Ho rispettato la sensibilità di Provera che ha chiesto non essere corteggiato. Non sarei capace di corteggiare peraltro» sorride l'ingegnere. Anche il 3% dei 5 Stelle potrebbe guardare con maggior interesse a Scaramellini. La preoccupazione vera è che gli elettori tornino alle urne. «Il periodo non favorisce l'affluenza l'astensionismo già al primo turno è stato consistente». Scaramellini tiene la barra del timone ferma su un confronto di persone e programmi, senza scontri. «Ho parlato di noi - dice - senza criticare gli altri». Linea soft, stile sobrio. «Ho avuto la soddisfazione di veder arrivare al 14% la mia lista civica, creata in pochi mesi con 30 persone che non hanno partecipato a altre esperienze amministrative». Non male, se si pensa che la Lega è al 15%. «Io sono civico, non ho tessere, mi è stata chiesta la disponibilità e mi sono impegnato. Sono convinto che la componente civica sia molto importante ma ammiro chi fa politica seriamente e penso che l'aiuto dei partiti sia molto importante, sopratutto nel rapporto con enti superiori. Abbiamo avuto anche il piacere di avere due visite del ministro Salvini, che è un frequentatore assiduo della Valtellina. E lo ringraziamo».