Scatti d'autore pop e rock: stelle nel mirino di Bailey

Il fotografo ha immortalato gli anni della «Swinging London» dai Beatles ai Rolling Stones, da Grace Jones a Twiggy e Kate Moss

Eccola, la mostra più glam di questa settimana della moda milanese. Ieri, al blindatissimo opening di «Stardust», epica raccolta di 300 scatti di David Bailey, c'era in giro davvero tanta polvere di stelle.

Siamo al Pac, le cui eleganti sale, di bianco affrescate, ospitano una generosa selezione di ritratti di luoghi e persone firmati da Bailey, 77 anni, una carriera al top della fotografia internazionale e lo sguardo furbo di chi ha ancora molto da dare.

In mostra ci sono icone che hanno fatto la storia della fotografia moderna: come il sensualissimo primo piano di Kate Moss, il doppio ritratto di Paul McCartney e John Lennon quando portavano ancora i capelli a caschetto, e poi - di un colore scintillante - i Rolling Stone con i loro pantaloni a zampa su Avebury Hill.

Un close-up di Andy Warhol racconta meglio di un trattato che cosa sia la Pop Art, il ghigno di Jack Nicholson ci porta nel grande cinema, il ritratto di Bob Dylan, seduto su uno sgabello con un giubbotto di pelle nera a frange e lo sguardo a metà tra il duro e il dolente, è la perfetta rappresentazione delle sue ballate.

Ci sono tutti, al Pac, per un progetto (top secret fino all'ultimo) ideato da David Bailey e sostenuto da Tod's, a fianco del Comune di Milano per realizzare in città eventi di grande interesse artistico (presto partirà un programma di visite gratuite alla mostra per le scuole superiori e le università, per avvicinare anche i teens al senso del bello).

La mostra, corredata da un raffinato catalogo Skira e organizzata insieme alla National Portrait Gallery di Londra e «Icon Magazine», sarà aperta fino al 2 giugno, per permettere anche al pubblico internazionale - che arriverà prima per il Salone del Mobile, poi per Expo - di gustarsi questa carrellata di immagini che accosta l'India all'Australia, il Sudan all'East End di Londra, le groupies degli anni Sessanta alle modelle anni Ottanta, i vip del cinema e della musica alle stelle della passerella.

È un viaggio nel bello e nella leggerezza, quello che Bailey ci propone. Il fotografo, che fu protagonista della Swinging London e portò al successo modelle - anzi icone - come Grace Jones, Twiggy e Penelope Tree, ancora oggi dichiara serafico a chiunque lo incalzi: «Non domandatemi per favore con quante donne sono andato a letto: non ho ancora finito» (per la cronaca: è alla quarta moglie, tra le tre precedenti ci fu Catherine Deneuve).

Nella sua pozione di «polvere di stelle» che offre qui a Milano c'è, con tutto quel gusto british per lo humor, il ricordo della strabiliante stagione degli anni Sessanta, con la moda del prêt-à-porter che esplode, la musica rock, la Pop Art.

Sarebbe ingiusto comunque considerare solo il passato: se è vero che è stata la fotografia di moda a consacrare Bailey e a donargli fama, soldi, successo (e uno stuolo di amanti), il fotografo è un gigante della tecnica e dello studio: ha ispirato Antonioni per il suo «Blow-Up» e per il suo studio di Bloomsbury, con la musica sempre accesa, continuano a passare le persone che contano.

Gli scatti più belli? Non c'è dubbio: i beffardi autoritratti di Bailey con il cappello nero che paiono dirci «È solo polvere di stelle, baby».