In scena anche un cane, la mecenate di Picasso e una donna arcivescovo

Ai Filodrammatici un collie in «Ora pro nobis», al Parenti «Io sono Misia» e al Pacta i «Sermones»

Antonio Bozzo

Ci sono cani in scena? Sì, uno, al Filodrammatici fino a domani sera, nella commedia Ora pro nobis scritta da Paolo Pietroni e diretta da Elisabetta Vicenzi. Si chiama Maga Magò e interagisce bene con il resto della compagnia. Avrete capito: stiamo parlando di un cane attore (una femmina border collie). Serve a Pietroni - creatore di giornali che ha sempre giocato con le scene, fino a fondare il Teatro Tango - per uno spettacolo, dedicato a Dino Buzzati, sul significato dell'amicizia, anche quella che porta a dialogare con amici superni come i santi (prenotazioni su info@teatrotango.it).

La storia di una donna straordinaria, invece, tiene la scena al Parenti fino a domenica. Io sono Misia, con Lucrezia Lante della Rovere diretta da Francesco Zecca, è l'umana vicenda di Marie Sophie Olga Zenaïde Godebska, mecenate e amica di Picasso, Paul Morand, Debussy, Stravinsky, Coco Chanel. Venne ritratta da Renoir e Toulouse Lautrec, immortalata da Cocteau e citata nelle prime righe della Recherche da Proust. Senza lasciare il Parenti consigliamo Bull, in Sala Tre, di Mike Bartlett (fino al 7 maggio). La spietatissima commedia, nella traduzione di Jacopo Gassmann con regia di Fabio Cherstich, affronta il tema caldo del cinismo nell'ambiente del lavoro. Sotto gli occhi, un banale ufficio si trasforma in un luogo di guerra, dove nessuna regola vale.

Al Pacta Salone di via Ulisse Dini, domenica e lunedì termina l'ambizioso progetto DonneTeatroDiritti, con Sermones. Spettacolo dove viene immaginata una donna-arcivescovo del futuro che mette in discussione le convinzioni sulla gerarchia ecclesiale. Il monologo venato di ironia è scritto e interpretato da Francesca Bartellini. Al Piccolo Teatro Studio, fino a domenica vediamo l'ultimo capitolo della «trilogia del naufragio», con Maddalena Crippa e Graziano Piazza. Lo spettacolo s'intitola Lampedusa Way e racconta un viaggio alla ricerca disperata di due profughi sull'isola siciliana. Il testo è di Lina Prosa, la produzione del Teatro Biondo di Palermo. In unica data, stasera allo Spazio Banterle in corsia dei Servi, va in scena Eravamo in tanti, omaggio al 25 aprile che trascina polemiche e fomenta divisioni. Lo spettacolo (voce recitante Valerio Bongiorno) nasce dal diario di Eros Sequi, italiano diventato partigiano nelle file di Tito, in Jugoslavia. Per dimostrare che non tutti gli italiani erano fascisti. Il diario riscoperto di recente e l'insolito punto di vista - la guerra partigiana all'estero - hanno convinto per la messinscena.