Schiaffo ai parenti del vigile ucciso

Il secondo anniversario è «ancora più amaro», perchè alla tristezza per la morte del fratello-vigile, Nicolò Savarino, travolto e ucciso da un rom a bordo di un suv il 12 gennaio del 2011, vicino alla stazione della Bovisa, si aggiunge «la rabbia per una sentenza che tradisce la fiducia nella giustizia. Era meglio che non l'avessero neanche preso quell'“animale“, non riesco a chiamarlo in un altro modo, meglio che lo avessero lasciato scappare in Brasile, aveva giá i documenti pronti». Carmelo Savarino non riesce a mettersi il cuore in pace per la sentenza con cui i giudici d'Appello hanno ridotto a metà dicembre la pena al killer del ghisa, una condanna a 9 anni e 8 mesi per Remi Nikolic (contro i 26 chiesti dall'accusa), «per come funziona la giustizia in Italia - attacca il fratello della vittima - tra due o tre anni sarà giá fuori». Alla tristezza si aggiunge una polemica nata tra Comune ed ex colleghi per la cerimonia in ricordo di Savarino nel secondo anniversario dalla morte. Uno sdoppiamento di cui, ammette il fratello, «non se ne vedeva il bisogno, sarebbe stato meglio un unico momento ma l'assessore alla Sicurezza ci ha assicurato che non è per motivi sindacali, solo organizzativi». Non é proprio così. Da mesi i colleghi hanno organizzato per oggi a Milano una manifestazione nazionale in memoria di Savarino e degli altri agenti morti in servizio in tutta Italia. Una premessa al presidio domani davanti a Palazzo Chigi a Roma per chiedere al governo più strumenti di sicurezza il riconoscimento delle tutele, anche legali, al pari delle altre forze di polizia. Anche oggi dalle 17 alle 19 gli agenti oggi saranno in piazza Castello a manifestare. Le sigle che hanno coordinato l'organizzazione della giornata hanno sempre assicurato che alla commemorazione per Savarino nel primo pomeriggio non ci sarebbero state bandiere nè polemiche, «non strumentalizziamo la morte di un collega» hanno ripetuto. Appuntamento alle 15 in piazza Alfieri, dove il ghisa è stato ucciso, e da lì partirà un corteo verso via Livigno, al comando di zona 9 dove Nicolò prestava servizio e adiacente al parco che gli è stato intitolato. Il sindaco Giuliano Pisapia e l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli? Saranno allo stesso posto, via Livigno, ma 2 ore prima. Cerimonia istituzionale alle 14. Quando i parenti hanno saputo che pensavano di organizzarla addirittura la mattina, si sono infuriati. Così «quantomeno le cerimonie sono vicine». I parenti saranno accanto al sindaco, poi raggiungeranno di corsa i 1.500-2000 vigili previsti in piazza Alfieri e torneranno in via Livigno in corteo per la seconda cerimonia. La giunta non la considera una contrapposizione, ma una giusta distinzione visto che il ricordo dell'agente da parte dei colleghi nasce all'interno di una mobilitazione per sollecitare le istituzioni sul ruolo della polizia locale. Gli agenti hanno dato ogni rassicurazione sull'assenza di contestazioni, evidentemente non è bastato.