Uno schiaffo da Sesto e Como Ora il Pd teme le Comunali

Nel 2017 si vota in trentuno grandi Comuni lombardi Penati: vince chi sta col popolo, non chi si crede un'élite

Chiara Campo

Una prima, accurata analisi del voto - che suona come una sveglia al suo partito, che ha perso il contatto con la gente - arriva da un esponente del Pd. Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della Provincia, nota che da parte dei sostenitori del sì, la vittoria del no è «la vittoria dei populismi, dei conservatori, dei bastian contrari e dei seminatori di odio contro Renzi. Ci sarebbe un'Italia arretrata e livida - prova a riassumere il pensiero dei renziani - che non ha capito. O al massimo, si giustifica qualche esponente del sì, non siamo riusciti a comunicare le nostre ragioni. Insomma il sì ha perso, ma meritava di vincere perchè rappresenta l'Italia migliore». Ma i voti «si contano e non si pesano - avverte Penati -, e i conti dicono anche che nella città di Milano dove i sì sono il 51% e i no il 49%, ci sono 64mila voti in più dei 264,481 che hanno portato Sala a Palazzo Marino. Anche in cittã da sempre governate dalla sinistra come Sesto san Giovanni e Cinisello avviene la stessa cosa. Si vince se si sta con il popolo e non ci si crede un' elite con la verità in tasca».

É l'avvertimento che, con toni leggermente più soft, aveva lanciato anche il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri all'assemblea metropolitana del partito convocata alla festa dell'Unità di Milano a inizio settembre. La sua prospettiva più corta era quella delle prossime amministrative, in primavera si vota in trentuno Comuni della Lombardia con oltre 15mila abitanti, quella (leggermente) più lunga erano le Regionali del 2018. «Meno buonismo sul tema immigrazione, più attenzione alle tante comunità in crisi della Lombardia». E aveva criticato l'isolamento in cui era stato lasciato il sindaco di Como Mario Lucini nella gestione dell'emergenza profughi («il governo potrebbe fargli almeno una telefonata»). Ma Matteo Renzi sul lago di Como si è tenuto ben alla larga dalle proteste anti-profughi, ha preferito frequentare banchieri e imprenditori ai forum a Cernobbio. L'ha pagata al Referendum e potrebbe - a questo punto il Pd, se non sarà più il segretario la prossima primavera - nei Comuni che andranno alle urne. Da Como ad esempio domenica è arrivato un segnale di allarme per i dem: se a Milano ha vinto il sì, anche se di poco, lì il risultato ha seguito l'onda nazionale: 58 per cento i no e 41,7% i sì. Lo stesso scarto di venti punti a Senago, dove ci sono state forti proteste nei mesi scorsi per i lavori della vasca anti-Seveso, forse anche questo ha avuto un piccolo peso. Persino la roccaforte rossa, Sesto San Giovanni, ha dato uno schiaffo al governo: 54% i no e 45% i sì. Tra i Comuni governati da sindaci Pd dove tra quattro o cinque mesi si andrà ad elezioni, in alcuni casi il distacco non è così marcato come a livello Paese, ma vince il no con una decina di punti di vantaggio: basti pensare ad Abbiategrasso, Magenta, Legnano. Vince sempre il no, ma con un distacco più corto, di tre punti, a Lodi (dove il sindaco si è dimesso dopo un'inchiesta) e a Buccinasco. Vince sul filo del rasoio il fronte del sì invece a Cernusco sul Naviglio (51,9% il sì e 48,1% il no) e Monza (50,3% i sì e 49,6 i no, meno di un punto).

Esamina i risultati del referendum sul territorio e guarda ai prossimi appuntamenti elettorali con un certo ottimismo la coordinatrice regionale di Fdi Viviana Beccalossi: «Anche a Brescia e in tutta la sua provincia il no ottiene un importante successo. Dal piccolo Comune di Irma, dove raggiunge quasi il 76%, al capoluogo, che arriva vicino al 52%. Renzi un pò maldestramente ha cercato di sfilare alla Lombardia competenze sulla sanità e sui trasporti, solo per citare due esempi eclatanti. Ma i bresciani, sempre attenti e pronti a riconoscere ciò che vale, hanno prontamente respinto l'attacco dell'ormai ex premier. I cittadini hanno voluto dare un segnale forte all'intero centrodestra: solo presentandoci in maniera coesa e propositiva potremo ottenere risultati importanti». Un principio, avverte, «che dobbiamo porre in essere sin dalle prossime elezioni provinciali per poi proseguire nelle amministrative, in importanti realtà come Desenzano del Garda e Darfo Boario Terme e, infine, a livello nazionale».