Schiaffo a UberPop, è "esercizio abusivo della professione"

Il prefetto di Milano confisca tre vetture al servizio low cost di Uber. La manager Lucini però insiste: "Lavoriamo insieme per aggiornare il quadro amministrativo"

Una protesta dei tassisti contro Uber

Uber 0 - tassisti 1. A fissare il risultato su questo punteggio è il prefetto di Milano, che si è mosso contro gli autisti di UberPop, la versione "low cost" del celebre servizio di vetture con autista a noleggio. Privati cittadini che, a determinate condizioni, possono dare passaggi a pagamento.

Il provvedimento della prefettura meneghina è giunto per dare esecuzione alle sentenze del giudice di pace, dando il via alle prime tre confische di altrettante auto convenzionate con UberPop: i mezzi, scrive Repubblica, verranno trasferiti allo Stato. Prima delle confische erano però già arrivati i sequestri, per 62 auto convenzionate con UberPop.

Tutti i proprietari hanno presentato ricorso e in sette casi già ci sono le sentenze. Di queste, sei hanno dichiarato innammissibili i ricorsi. Nelle sentenze si legge che gli autisti di UberPop forniscono un "servizio di taxi senza il prescritto titolo".

Per spiegare i motivi dell'unico ricorso accolto, il coordinatore dei giudici di pace Paolo Sintoni afferma: "L’unico caso in cui un giudice ha ritenuto di accogliere il ricorso è quello in cui il proprietario dell’auto era un soggetto diverso dal guidatore abituale. Nel caso in cui invece proprietario e conducente siano la stessa persona, secondo l’ordinamento italiano, ci sono tutti i presupposti per disporre ed eventualmente confermare la confisca del mezzo"

Ora però i conducenti rimasti senz'auto sono pronti a fare nuovamente ricorso al giudice di pace. Le spese legati verranno pagate loro da Uber Italia, perché, come spiega la general manager Benedetta Arese Lucini, "la prefettura ha solo dato seguito a un atto consequenziale alla contestazione ricevuta dal driver." Tanto che, "essendo pura prassi, il ricorso è stato fatto molto tempo prima."

Contro la regolarità del servizio "UberPop" si sono espressi in molti, dal ministro dei Trasporti Lupi al governatore Maroni. Oltre che, naturalmente, i tassisti.

Eppure, come spiega Repubblica, non è facile bloccarlo. L'illecito, infatti, è di natura amministrativa: si tratta di "esercizio abusivo della professione". Competenti sarebbero i vigili, che più che controllare e sanzionare non possono. La via, forse è quella id una causa civile per concorrenza sleale. Da Uber Italia, nel frattempo, assicurano di voler lavorare per "aggiornare il sistema".