La scienziata Ercoli Finzi ospite al Festival della Luce

Presentato il programma dedicato a Expo: 180 concerti tra classica e contemporanea

A Como si svolge la seconda edizione del Festival della Luce – Lake Como, una manifestazione di divulgazione scientifica che ospita scienziati, ricercatori e personaggi di rilevanza nazionale e internazionale per affrontare tematiche legate alla luce, con un linguaggio divulgativo e adatto a tutti. Il Festival esplora il tema della luce intesa non solo come fenomeno naturale ma anche come metafora di creatività, innovazione e conoscenza. Amalia Ercoli Finzi, prima donna italiana laureata in ingegneria aeronautica e «mamma» della missione Rosetta sarà presente al Teatro Sociale domani alle ore 21.

Centottanta concerti, 20 giorni di musica in 95 sedi, con 2600 musicisti da 33 nazioni. Sono i numeri di MiTo, il festival lungo l'asse Milano-Torino al via il prossimo 5 settembre fino al 21: uno dei pilastri pilastri portanti del progetto Expoincittà – ha detto Filippo Del Corno, assessore alla Cultura. Si parte, infatti, il pomeriggio del 5 con Marching Band che circoleranno per le vie della città. Anzitutto dal centro alle nuove aree metropolitane: piazza Gino Valle, via Imbonati, piazza Gae Aulenti, simboli della Milano contemporanea. Ma anche da piazza San Babila fino alle esibizioni all'interno del sito espositivo Expo Milano 2015.

L'esordio vero e proprio è la sera, alla Scala, con l'Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, diretta da Yuri Temirkanov. In programma La Sinfonia Italiana di Mendelssohn-Bartholdy e la «Romantica» di Anton Bruckner. San Pietroburgo impazza per l'edizione di MiTo 2015, sarà presente anche il lunedì 7 (alle ore 17) con l'orchestra del suo teatro secolare, il Marinskij, diretta da Valery Gergiev impegnato in Pierino e il lupo di Sergej Prokof'ev con la voce recitante di Elio.

Il concerto si inserisce in uno speciale percorso di formazione per le scuole, con laboratori e incontri propedeutici nelle classi. La chiusura del festival è più sbarazzina, con le colonne sonore di Alexandre Desplat, premio oscar 2015 per Grand Budapest Hotel, e poi al Franco Parenti con un Dance Closing Party sulle colonne sonore dei vecchi film, al Teatro Franco Parenti.

Lungo le tre settimane di festival scorre il filo rosso segnato dalla figura di Aleksandr Skrjabin, illustrato con 14 concerti, alcuni dei quali in streaming, realizzati in collaborazione con l'Accademia Pianistica Internazionale «Incontri col Maestro» di Imola. Russia, ma anche Egitto. Quello letto attraverso la lente di Philip Glass autore dell'opera in tre atti Akhnaten (al Piccolo, il 15 settembre). Un titolo che trae ispirazione dal libro di Immanuel Velikovskij, Oedipus and Akhnaten, si narrano le vicende del faraone che tentò di introdurre il monoteismo. Un'opera in forma scenica ambientata con immagini dei reperti archeologici del Museo Egizio di Torino.  

La Germania «espone» il suo più grade compositore: Bach di cui verranno proposte la Passione secondo Matteo e secondo Giovanni, Concerti per violino e orchestra con la grande violinista Isabelle Faust e l'Akademie für Alte Musik Berlin. Bach attinse anche a Vivaldi, le cui Stagioni verranno eseguite da Rinaldo Alessandrini Si esplora poi la contemporaneità di compositori come Luca Francesconi e Thomas Adès omaggiato con due incontri e quattro concerti. Così come agli Arcimboldi, il 16 Stefano Bollani presenta in anteprima il suo nuovo album per pianoforte solo.

Una curiosità. MiTo riporta alla ribalta La Mandragola di Niccolò Machiavelli con le musiche che Philippe Verdelot scrisse in occasione delle nozze di Lorenzo de' Medici (nipote di Lorenzo il Magnifico). Dopo cinque secoli MiTo ripropone la Mandragola in musica in uno spettacolo per la regia di Jury Ferrini.

E ancora, MiTo spinge l'Orchestra Milano Classica a rivisitare brani di rapper: le regole auree della classica e il rigore di un approccio sinfonico si incontrano con la libertà senza schemi del rap. Non manca neppure il sacro. in Duomo, il 6 mattina, si terrà l'esecuzione della Messa in do minore K 427 per soli, coro e orchestra di Mozart. L'Orchestra e Coro sono del Teatro La Fenice diretti da Diego Matheuz.