Sciopero e cortei selvaggi: la «guerriglia» dei tassisti

I tafferugli di sabato ai giardini Montanelli e il mezzo sciopero di ieri, sono stati solo l'antipasto delle future agitazioni dei tassisti che già oggi si apprestano a paralizzare la città. Fin dalla mattinata si rifiuteranno di caricare i clienti ma soprattutto sfileranno in corteo con le loro auto bianche, con ripercussioni facilmente immaginabili sul traffico. La guerra di «Uber» sta dunque salendo di tono, gli animi sono surriscaldati, anche se a calmarli ci prova ora il ministro alle Infrastruttura Maurizio Lupi che li ha convocati per mercoledì.
Le ragioni del contendere si trascino ormai da quasi un anno, da quando cioè è apparsa l'applicazione per iPad e smartphone che consente a chiunque di mettersi direttamente in contatto con gli «Ncc», noleggio con conducente. Teoricamente, accusano i tassisti, questi autisti dovrebbero restare nelle loro rimesse. In realtà sono già in strada, appostati nelle ore e nei luoghi, per esempio l'uscita dalle discoteche, stazioni ferroviarie e aeroporti, per soffiare i clienti ai tassisti. Sono così iniziate le prime proteste, le prime scaramucce. I toni sono rapidamente cresciuti e nelle ultime settimane le auto bianche sono state impegnate in vere e proprie ronde per sorprendere i «concorrenti» e bloccarli, con le buone o con le cattive. E i mattinali delle forze dell'ordine si sono riempiti di interventi per sedare le risse.
Sabato l'episodio più grave quando nell'ambito di «Next fest» il mensile Wired organizza un'intervista con Benedetta Lucini general manager di Uber Italia e subito i tassisti annunciano manifestazioni e cortei. Per stemperare gli animi si vira verso il dibattito, con la partecipazione di un rappresentante della categoria e dell'assessore alla mobilità Piefrancesco Maran. Niente da fare: si presentano in oltre 350, volano uova petardi, fumogeni, il convegno salta e la polizia deve usare le maniere forti per tenere i manifestanti sotto controllo. Maran tenta una inutile mediazione, spiega che l'amministrazione non ha poteri per bloccare la «app» annuncia una serie di proposte da presentare al governo, come un tempo minimo di 90 minuti tra chiamata e attivazione del servizio e sospensione della licenza in caso di infrazione. Niente da fare, gli animi non si placano. La protesta si sposta in Centrale dove i tassisti iniziano subito lo «sciopero» rifiutandosi di caricare i clienti, con la sola eccezione di disabili, anziani e donne incinte.
Ieri il clima era da tregua armata. I tassisti hanno replicato l'astensione, poche decine di auto bianche a Linate e Centrale, quasi inestistenti in centro, anche se con conseguenze tutto sommato accettabili. Domenica è una giornata fiacca, non ci sono pendolari, rari i viaggiatori e i turisti preferiscono camminare. Oggi sarà invece si preannuncia una giornata davvero drammatica, perché la città ricomincia a lavorare e muoversi e i tassì sono necessari come il pane. Oltre a non caricare, con la solite eccezione delle «fasce deboli», gli autisti hanno anche annunciato un corteo in centro, ovviamente a passo d'uomo. Anche se il ministro Lupi ha teso loro una mano convocandoli per una mediazione mercoledì 21 maggio alle 15 presso il provveditorato del Mit.