Lo sciopero ferma i trasporti ma non il popolo del design

Bloccate per quattro ore tutte le linee del metrò e i tram In serata patto (a scoppio ritardato) tra Sala e la Cgil

Ci sono volute le 4 linee del metrò bloccate, i mezzi di superficie fermi quasi al 100% e il popolo del Salone inferocito con i trolley alle (lunghe) fermate dei taxi per svegliare il Comune. Alle 10.30 è partita la convocazione dei sindacati per le tre del pomeriggio. Le sigle sono rimaste per quasi 6 al tavolo con gli assessori Marco Granelli e Cristina Tajani e - a momenti alternati perchè aveva altri impegni - con il sindaco Beppe Sala per firmare un accordo-tregua che si poteva tranquillamente trovare due giorni prima del caos. Lunedì nel presidio davanti a Palazzo Marino i lavoratori Atm chiedevano le stesse cose sintetizzate nel documento siglato ieri. Un intervento a scoppio ritardato. O per evitare mali peggiori, visto che i sindacati dopo il fermo di 4 ore (dalle 8.45 alle 12.45) avevano ora in mano un prossimo blocco di 24 ore da convocare dopo le feste pasquali. E all'orizzonte ci sono il primo salone del libro a Milano («Tempo di libri») o la prima settimana del gusto.

Il sindaco a inizio seduta ha ribadito di non condividere lo sciopero, ma ha ammesso che non si aspettava tanta partecipazione e ha dato merito al «senso di responsabilità» della categoria. Era nell'aria alla vigilia l'ipotesi che lo stop proseguisse oltre orario, uno «sciopero selvaggio» che avrebbe paralizzato la città, specialmente durante gli eventi serali del «fuorisalone». Non è andata così per fortuna, dopo le 12.45 i mezzi Atm sono tornati a funzionare regolarmente, anche se le prime corse in metropolitana hanno risentito dell'effetto-sardina: i passeggeri si sono stipati nelle carrozze. «Chiediamo - hanno sintetizzato a metà riunione in sala giunta il segretario generale della Filt-Cgil Luca Stanzione e quello della Cisl Giovanni Abimelech - che qualora ci fosse una gara per il servizio di Atm tutti i servizi stiano insieme, esattamente come oggi (trasporto, sosta, Bikemi e così via). Atm è un'azienda da esportare e non da spacchettare. E voglamo la proroga del contratto per un anno, senza la riduzione del servizio che Atm oggi garantisce. Chiediamo alla giunta di adottare atti formali conseguenti all'accordo che sigleremo». In pratica, l'apertura di un tavolo permanente e, visto che non si poteva ritirare la delibera già votata circa un mese fa - quella che ha scatenato la rivolta tra i lavoratori perchè ipotizzava lo «spezzatino» del servizio, col rischio di tagli del personale e trattamenti salariali differenziati - un impegno scritto a riscrivere il testo nei prossimi mesi di comune accordo. La bozza di accordo messa sul tavolo dal Comune alle 15 è stata riscritta almeno tre volte. Nel testo finale c'è la proroga del contratto «non riducendo il perimetro di esercizio e confermando la previsione di spesa approvata dal Consiglio». Prima di arrivare alla scelta sulla modalità di affidamento (gara o in house) c'è «l'impegno ad individuare le modalità normative, tecniche ed economiche per la gestione unitaria di tutti i servizi di mobilità e/o per mantenere garanzia occupazionale e salariale» e in caso di gara a «individuare il lotto unico come scelta preferenziale». Hanno festeggiato ieri le società del car sharing con il +99%. Lo sciopero non ha fermato il popolo del design.