Scippi, rapine e furti in casa Esplodono i reati della crisi

La crisi «morde» e si fa sentire anche sui reati predatori, facendo aumentare per il secondo anno consecutivo scippi, estorsioni, rapine in strada e in casa. Ma anche gli assalti a banche e poste. Non solo, ma si fanno sentire anche nell'ordine pubblico, con una forte crescita dei gruppi antagonisti, di destra e di sinistra. In questo quadro sconfortante, l'unico segnale positivo è la diminuzione di omicidi e violenze sessuali.
Dai dati relativi al 2013, sciorinati ieri mattina dal questore Luigi Savina, la città non sembra molto cambiata dall'anno precedente. C'è meno violenza in strada, gli omicidi solitamente stabili sopra le 30 unità, nel 2013 sono scesi a 25, mentre molestie e stupri calano da 526 a 488. Stazionarie anche le rapine in banca passate dal 2011 al 2013 da 132 a 134 e infine 148, mentre sono diventati più appetibili gli assalti negli uffici postali, solitamente meno protetti: saliti da 22 a 24 e infine a 44. I numeri del 2013 non sono ancora «certificati», nel senso che molte denunce non sono ancora entrate in banca dati, ma pur calcolando un lieve aumento, non dovrebbero cambiare molto la «tendenza». Così assistiamo per il secondo anno consecutivo all'aumento degli scippi (1.589, 2.107, 2.196), alle rapine in casa, quasi tutte negli androni dove vengono sorprese anziane sole a cui strappare orologio o catenina, (155, 271, 374), in strada (2.433, 2.758, 2.857). E le estorsioni (340, 395, 447) relative però a precedenti furti di cellulari, bici o moto per i quali poi viene chiesto il «riscatto».
«Sono crimini che non prevedono una particolare “organizzazione” - spiega Savina - e vengono compiuti da individui disperati che prima in qualche modo riuscivano a sopravvivere con qualche piccolo traffico, lecito o meno, e ora, completamente sprovvisti di reddito, cercano la via più facile. Da soli, armati di coltelli o cacciavite ma spesso a mani nude,aggrediscono soprattutto donne. Reato per altro quasi impossibile da prevenire in cui noi possiamo intervenire solo con gli arresti. Possiamo fare qualcosa invece per gli assalti nei negozi, farmacie in particolare, suggerendo ai titolari di tenere sgombere le vetrine, affinché dalla strada si possa vedere cosa succede all'interno, e munirsi di telecamere digitali. In questo modo dal 2012, 885 colpi, al 2013, 815, abbiamo diminuito dell'8 per cento gli episodio. Una tendenza che contiamo di confermare anche quest'anno».
Crisi significa anche conflitto sociale, dunque aumento dei gruppi antagonisti di sinistra. Ma anche, ed è una novità, di quelli di destra, solitamente composti da poche decine di “irriducibili” con scarsa visibilità. «Mentre il 29 aprile per l'anniversario della morte di Sergio Ramelli - conferma il capo della Digos Bruno Megale - abbiamo contato 1.100 militanti in corteo. Un crescita che allinea l'Italia con altri Paesi come Francia, Ungheria e Grecia». Difficile anticipare ora ricadute sull'ordine pubblico, ma sicuramente i mesi a venire, in particolare con l'inizio di Expò 2015, non saranno facili da gestire.