Scola celebra il rito della nivola Il santo chiodo esposto in Duomo

Rob da ciod , roba da chiodi. In quanti ricordano che questo modo di dire viene dal Santo Chiodo? Già, proprio la reliquia della croce di Cristo che rimarrà esposta in Duomo, sull'altare maggiore, fino a domani. Ieri l'arcivescovo, Angelo Scola, come ogni anno ha usato la Nivola, sistema di carrucole dipinto nel Seicento a forma di nuvola, per salire sulla volta del Duomo a prendere il chiodo sempre custodito lì in cima: secondo una ricognizione che risale a sant'Ambrogio, era uno dei chiodi della croce scoperti da sant'Elena nel 327. Si aggiunse poi una leggenda e cioè che Ambrogio si trovò a contendere il chiodo con un fabbro e propose di lanciare il chiodo in alto: se fosse rimasto in aria, lo avrebbe tenuto per la Chiesa milanese. Il chiodo miracolosamente rimase in volo e ne nacque il famoso rob da ciod . Fin qui l'aneddoto.

Ma la venerazione del Santo Chiodo e della Passione del Signore è una cosa serissima per molte persone. Il cardinale Scola, nella sua omelia, ha insistito sul significato della Croce nella nostra esperienza di ogni giorno: «Noi cristiani dobbiamo mostrare nella vita il rapporto tra il Crocifisso risorto e l'esistenza quotidiana di ciascun uomo, tra il Crocifisso e il presente travagliato di questa città, tra il Crocifisso e l'edificazione di un nuovo umanesimo, l'anima di cui Milano ha bisogno come il pane che mangia».