Scola festeggia l'Epifania con i sacerdoti ultranovantenni

Tredici sacerdoti ultranovantenni a pranzo dal cardinale Angelo Scola, ben felici di essere stati invitati, con tante cose da raccontare e su cui confrontarsi. È accaduto in Arcivescovado ieri, nel giorno dell'Epifania. Alcuni di loro sono ancora attivi, come Giorgio Colombo, classe 1921, cappellano del Buzzi, l'ospedale dei bambini. O Alfredo Francescutto, tra i più giovani (è del 1924), che ha guidato tanti pellegrinaggi in Terra Santa. «Il loro grande desiderio? Avere ancora impegni pastorali, vivere in parrocchia, a contatto con preti più giovani, proseguire nelle loro attività tra la gente» sintetizza per loro don Tarcisio Bove, presidente dell'Opera Aiuto Fraterno per il Clero anziano.
«È una grande gioia per me avere questa possibilità di stare con voi – sono state le parole con cui li ha accolti il cardinale Scola -. Siete una ricchezza per la nostra Chiesa, mi date la possibilità di esprimere la mia gratitudine per quanto avete fatto e per il servizio che ancora rendete». Il pranzo e l'incontro sono durati quasi tre ore. Tra gli ospiti, personalità note come Giovanni Barbareschi, nato nel 1922, partigiano, medaglia d'argento della Resistenza, Giusto tra le nazioni. Ordinato sacerdote dal cardinale Schuster, celebra la sua prima messa il 15 agosto 1944: la stessa notte viene arrestato dalle SS, mentre cercava di mettere in salvo ebrei fuggitivi. Liberato, parte per la Valcamonica, dove si aggrega alle Brigate Fiamme Verdi. Dal 25 luglio 1945, su mandato di Schuster, cerca in ogni modo di evitare rappresaglie contro i vinti. Grande amico di don Gnocchi, gli è stato a fianco nella sua opera.
Assente il prete più anziano della Diocesi, don Piero Arrigoni, ormai quasi centenario (è nato il 18 dicembre del 1914): lo ha bloccato a casa una piccola indisposizione.