Ma Scola insiste: «Milano deve trovare l'anima»

«Più che mai la Milano di oggi è alla ricerca di un'anima capace di sanare le contraddizioni e far vivere in unità e concordia tutte le diversità che la abitano». È la mattina di sant'Ambrogio e nella basilica gremita il cardinale Angelo Scola ripete con un'insistenza marcatissima il bisogno di Milano di trovare un'anima. Ne aveva già parlato nel discorso alla città. «Rimettere al centro l'uomo, di questo Milano ha bisogno» scandisce ancora oggi il cardinale, mentre poco lontano il sindaco, Giuliano Pisapia, con un discorso ufficiale, consegna gli Ambrogini, le civiche benemerenze, e polemizza con il l'arcivescovo: «Milano un'anima ce l'ha, non deve ritrovarla». Poi aggiunge, quasi a mitigare la contrapposizione: «Forse deve farla conoscere meglio».

A dir bene, due diverse idee di «anima». Il modello cui fa riferimento il cardinale Scola è un politico, anche se ormai noi tutti siamo abituati a pensare a lui come all'uomo con il libro da dottore, con cui combattè gli ariani che negavano la vera divinità di Gesù. L'uomo con il pastorale del vescovo e con il flagello, con cui, almeno simbolicamente, sferzò Teodosio, imponendogli la penitenza di non entrare in chiesa, perché con la sua crudeltà aveva violato la legge di Dio. L'uomo, il politico, il vescovo: insomma, sant'Ambrogio.

Il cardinale Scola nella sua omelia ricorda quel che spesso dimentichiamo in molti e cioè che Ambrogio era un promettente funzionario della Roma imperiale, per giunta nemmeno battezzato, e che un'improvvisa acclamazione di popolo lo costrinse a interrompere la sua promettente carriera politica e a dedicarsi totalmente a Dio e ai fratelli. «Dio, ripete spesso papa Francesco, ci sorprende sempre» commenta l'arcivescovo. Ambrogio, racconta ancora Scola, si arrese solo dopo una strenua resistenza e molti anni dopo scriveva al Signore: «Adesso custodisci il dono che allora tu mi hai fatto nonostante le mie ripulse». Fin qui Scola. Mollare tutto per fare il vescovo, vien da pensare, non dovette essere semplice nemmeno per il futuro santo.

Il cardinale ricorda la particolare «sensibilità sociale» del patrono. Cita Montini: «Sant'Ambrogio fu l'uomo di tutti, l'uomo del suo popolo». Pesa su Pisapia l'invito di Scola: «Più che mai la Milano di oggi è alla ricerca di un'anima». «Far vivere in unità e in concordia tutte le diversità, rimettere al centro l'uomo». Questo serve a Milano. Oggi «più che mai».