Scola: non colpire gli albergatori ma gli scafisti

«Così anche la politica muore sui piccoli problemi». Nel salone di Assolombarda la discussione è sulla lettera pastorale dell'arcivescovo, Angelo Scola, «Educarsi al pensiero di Cristo». In Lombardia una legge regionale appena votata penalizza gli albergatori che hanno accolto i profughi. E a votare il provvedimento è stata anche una forza di ispirazione cristiana quale Ncd. È educarsi al pensiero di Cristo? «Non penso che la maggioranza degli albergatori tende a speculare su queste cose, bisogna che ci rendiamo che se non diamo visione politica globale al fenonemo si possono correre gravi rischi, anche di sfruttamento» osserva Scola. Ma invita a guardare altrove: «Ben più grave mi sembra la questione degli scafisti, chi mette energia per organizzare l'immigrazione selvaggia a cui tante volte stiamo assistendo». Gli chiedono di Orban, che in Ungheria dice di respingere i profughi per desiderio di tutelare l'identità cristiana. Scola è esplicito: «Si può dare una prima risposta banale: evidentemente questo non ha nulla a che fare con l'autentica realtà cristiana. La seconda è un po' più complessa, ma questo mette in gioco non solo Orban ma tutta l'Europa. Tocca a questa Europa svegliarsi».

Nel corso dell'incontro il tema della lettera pastorale torna da più punti di vista. Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda, ne parla da imprenditore: «Siamo una categoria affascinante che impara facendo. Ci consideriamo concreatori, lavoriamo per fare dall'improbabile il probabile». Ancora ispirazioni e similitudini: «Siamo uomini dei mezzi forse più che dei fini. Non abbiamo soluzioni, ci occupiamo dei processi». Anche da Rocca arriva una denuncia all'Europa: «Stiamo diventando sudditi invece che cittadini. Stiamo delegando la vita etica. Quando il welfare diventa così invasivo ci aspettiamo quasi tutto dallo Stato. Rischiamo una dedizione totale a una nazionalizzazione della vita morale».

Interviene suor Claudia Biondi, Caritas, che concretizza la lettera con una stireria per integrare le donne rom attraverso la «dignità» del lavoro. La biblista Laura Invernizzi si concentra sulla figura di Pietro, centrale nella lettera. Don Giorgio Riva, parroco di sant'Eustorgio, sottolinea che «è il momento del Vangelo», il giornalista Andrea Tornielli lanciato un appello: «Dio solo sa nella Chiesa quanto ci sia bisogno di lasciarsi ferire dalle parole del Papa»

A Alessandro Zaccuri, che coordinava il dibattito, il cardinale Scola ha parlato a lungo della dimensione culturale del cristianesimo. Con una provocazione che arriva da Jacques Maritain e dalla superiorità dell'epserienza sul sapere libresco: «Il pensiero è conoscenza, apertura. Il punto su cui dobbiamo fare tutti un salto è sfogliare la parola cultura dal libresco». Con una provocazione anticonformista di questi tempi e cioè che «leggere trenta libri» è «un'impresa modesta».