Scola parla a Sant'Ambrogio «Milano vive in emergenza»

Il cardinale: «Affronta situazioni per cui non ha forza politica e culturale». «Ondata migratoria? È allarme»

Sabrina Cottone

Probabilmente è l'ultimo ed è molto politico il sesto discorso alla città del cardinale Angelo Scola. Parla nella basilica di Sant'Ambrogio in festa per il santo patrono, con le autorità istituzionali e militari schierate. Sull'altare i cristiani ortodossi scattano più o meno di nascosto foto allegre e irrituali mentre Maroni, Sala, gli alti ufficiali di carabinieri e Finanza si avvicinano all'arcivescovo per il consueto omaggio che ai Vespri solenni della vigilia di Sant'Ambrogio si ripete ogni anno, ma oggi ha un sapore più forte del solito. Attualità e storia nelle parole di Scola, una via di mezzo tra un lascito e un progetto per il futuro del vescovo che da giovane è stato combattuto tra vocazione al sacerdozio e la passione per l'impegno pubblico.

DEGRADO IN PERIFERIA

«Si ha la sensazione bisogna riconoscerlo anche se è francamente allarmante che l'Europa, e in essa Milano, si trovi ad affrontare emergenze per le quali non sembra avere sufficiente pensiero, né forza politica» dice Scola, che sottolinea soprattutto il «degrado di alcune zone periferiche e il problema della casa».

SANITÀ ECCELLENTE

Carenze politiche e culturali in parte compensate dalla forza dall'intraprendere e dal fare ambrosiani, oltre che dalla «riconosciuta eccellenza della sanità lombarda».

IMPRESA E VOLONTARI

Grande il numero di volontari (il 14%) che offrono il loro tempo per gli altri, e poi innovazione, moda, design, farmaceutica, export, turismo, imprese familiari. Tutte ragioni per cui «Milano rappresenta uno dei motori pulsanti del continente europeo».

PAROLE «LIMPIDE E TAGLIENTI» €€«In un vescovo non c'è nulla di così rischioso davanti a Dio e di così vergognoso davanti agli uomini quanto il non proclamare apertamente il proprio pensiero».

REFERENDUM E POLITICA

Lega il risultato dell referendum allo «stallo» dell'Europa, e lo considera la puntata successive agli attentati in Belgio o in Francia, alla Brexit, al diffondersi dei nazionalismi. «Magari esistesse ancora l'arte della politica!». Invita all'unità: «Il politico è chiamato a comporre opinioni diverse soprattutto in momenti di alta conflittualità sociale». Ancora, citando Platone: «Serve il coraggio dell'impopolarità e della retta moderazione».

UN PROGRAMMA PER IL PPE

Il cardinale parla molto di Europa e prefigura i tratti di un programma per un Ppe dal tratto conservatore nei valori morali, a partire da vita e famiglia, e più liberale in economia. E se tutto il discorso scorre tra la storia dell'Europa, dalla Ceca alla Comunità europea fino all'oggi dell'Unione europea, si legge un'idea della fede che impegna l'uomo nella sua interezza e quindi anche nel sociale e nella politica.

EUROPA NEL VICOLO CIECO

È impietoso, Scola, con questa Europa che si è trasformata in qualcosa di enormemente diverso da come l'avevano pensata e costruita nel dopoguerra i padri fondatori Robert Schumann, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi, sognando pace e prosperità. E invece: «Per uscire dal vicolo cieco in cui l'Europa, Milano e la Lombardia comprese, sembrano essere cadute, diviene necessario... ritrovare la necessaria unità per rispondere alle sfide dei tempi, prime fra tutti l'immigrazione e la sicurezza».

MONETA UNICA E CRISI

In Europa «la visione economica è rimasta la prospettiva prevalente», con «la moneta unica» che, senza una «comunanza politica», alla lunga ha «determinato la crisi non solo economica, ma in primis politica».

QUATTRO EMERGENZE

Quattro le emergenze, secondo il cardinale: il terrorismo, l'ondata migratoria («cui si sta rispondendo con un approccio reattivo e in ordine sparso»), la crisi finanziaria e la crisi politica, la gravissima situazione demografica: solo nell'ultimo quadriennio abbiamo perso il 15% dei nati: «Senza decise politiche a medio e lungo termine che favoriscano radicalmente la famiglia non si vede come far fronte a questa ancora inavvertita tragedia».

LA SFIDA DELL'ISLAM

Che cosa significa concretamente vivere da cristiani oggi a Milano? «L'Islam, con la sua forma di vita estremamente semplice e chiara per tutti, rappresenta per esempio una sfida da non lasciar cadere». Quanto alla moschea, pensa a «un dialogo con l'islam autentico».

FAMIGLIA E UNIONI GAY

«L'Italia e l'Europa hanno urgente bisogno di ricominciare ad investire sulla protezione della vita e sulla famiglia fondata sul matrimonio tra l'uomo e la donna». Tra questi beni primari, «il diritto alla vita, dal concepimento al suo termine naturale». Papa Francesco ci ricorda che «apprezzare il proprio corpo nella sua femminilità o mascolinità è necessario» e « non è sano un atteggiamento che pretenda di cancellare la differenza sessuale».

OBIEZIONE DI COSCIENZA

L'Europa del futuro, proprio in forza del processo di «meticciato di culture e di civiltà», chiede di essere edificata sulla «libertà di coscienza» e sul rispetto scrupoloso dell'«obiezione di coscienza».

POLITICAMENTE CORRETTO

«La sostituzione della fede con il politically correct è un rischio speculare rispetto a quello della chiusura della fede nell'intimità personale completamente ininfluente sulla civiltà».