Sconti a 23mila morosi Poi rischiano lo sfratto

Quasi il 90% degli inquilini Mm ha debiti Piano di rientro (e ultimatum) del Comune

Chiara Campo

Una su quattro non paga regolarmente l'affitto ma addirittura 23mila su 27mila famiglie inquiline nelle case popolari gestite da Mm hanno debiti pregressi col Comune, che dal 2003 ad oggi ha accumulato un buco nero che viaggia intorno ai 440 milioni di euro. A febbraio anche la Corte dei Conti aveva richiamato la giunta ad attuare una strategia più incisiva per recuperare gli affitti. «Avevamo denunciato noi preventivamente l'ammontare del debito, non hanno scoperto niente. Ci serviva avere un parere su come procedere» spiega l'assessore alla Casa Gabriele Rabaiotti. E in fondo alle 27 pagine della relazione i magistrati hanno scritto a verbale che il Comune «può fare ricorso a un ponderato utilizzo della propria discrezionalità amministrativa». Tradotto dall'assessore: «Possiamo proporre ai morosi delle forme di transazione», che significa anche sconti per recuperare almeno una parte dei soldi, segna che scattino lunghi ricorsi. Il Comune ha firmato ieri con i sindacati degli inquilini Sicet, Uniat, Conia e Unione inquilini un protocollo per dare il via al piano di rientro volontario. Entro il 30 aprile Mm invierà una lettera-ultimatum ai 23mila inquilini morosi per informarli che esiste questa possibilità. Chi è interessato aderire dovrà comunicarlo entro il 31 dicembre. La trattativa partirà con una proposta di rientro formulata dalla giunta entro 120 giorni, l'inquilino avrà tre mesi di tempo per accettarla o contestarla, a quel punto le parti si siederanno a un tavolo per cercare un accordo. Il numero massimo di rate previste per saldare il conto è stato spostato dall'ipotesi iniziale di 24 mesi a 120 e ogni rata non potrà comunque essere superiore a un reddito medio mensile del nucleo familiare. Rabaiotti precisa inoltre che ci saranno maggiori facilitazioni per le aree più fragili e una Commissione consultiva potrà decidere in condizioni speciali di azzerare il debito. La morosità in questione riguarda le bollettazioni ordinarie con scadenza a fine 2016 e i conguagli (canoni e oneri accessori) fino a fine 2015. E ad alzare la percentuale dei morosi fino al 90% è proprio la partita dei conguagli, anche chi paga regolarmente l'affitto si trova in difficoltà a reggere aumenti delle spese non previsti.

Il piano di rientro volontario vale però come ultima chiamata ai morosi, dopo il 31 dicembre «nei confronti di chi non aderisce scatterà il programma di riscossione coattiva, che apre anche alla possibilità di rilascio dell'alloggio, un'ipotesi che ovviamente scongiuriamo» afferma Rabaiotti.