Scontri nella notte, muoiono centauro e automobilista

Il primo a superare il test all’uscita dall’Old Fashion è Claudio, poco dopo l’1.30: «Cosa mi regalate? Un drink alcolico per la prossima volta?» dice, mostrando un po’ di delusione quando, come «premio sobrietà» si vede recapitare dai volontari della Croce Verde A.P.M. un pass d’ingresso gratuito. Poi via di corsa, senza concedersi ai fotografi. Prima di lui ci aveva già provato una coppia di amici «allegrotti». Troppo per l’etilometro, che li punisce: tasso alcolemico superiore a 0.5 grammi per litro. Risultato? Niente omaggio e tanta incredulità di circostanza: «Ma come, abbiamo bevuto solo un “paio” di cocktail?!». Qualche perplessità sul funzionamento dell’apparecchietto ce l’ha anche Davide, ma per il motivo opposto: «Ho bevuto quattro cocktail, sei bicchieri di sangria e una birra, anche se sono trascorse due ore - dice -. Ma mi sento brillo, non mi metterei alla guida così». Per la macchinetta, però, è tutto ok: il tasso segnalato è di 0.27 grammi per litro. Anche Laura è perplessa: «Sono al limite, 0.50, ma pensavo peggio con quello che ho bevuto». Andrea ha passato il test, ma non è sorpreso: «Quando devo mettermi al volante non bevo mai - dice -. La patente mi serve per lavorare, se ti beccano ti fanno un ...». Insomma, la politica del «bastone» conta più di quella della carota? «No, credo che inziative come queste siano utili». Eleonora, neosposa in abito bianco, ha deciso di chiudere i festeggiamenti per il suo matrimonio in modo inconsueto, con una serata in discoteca tra amici: «Ho bevuto solo un bicchiere di vino per il brindisi» dice, e ribadisce il principio: «Nozze a parte nel nostro gruppo vale la regola che chi guida non beve». Daniel e Sabrina sono gli unici «senza macchia» in una compagnia dove «sono tutti “bevuti”» : «Ho preso acqua e limone» dice lui. Problemi di stomaco? «Macché, volevo evitare la solita Coca Cola..». Ovviamente i loro amici non si metteranno alla guida... «Qualcuno sì» ammettono. Miriam, tasso alcolemico nella norma, segue la regola del «chi fa da sé fa per tre». «Guido io, non mi fido degli altri» dice.
Dopo le 2.30, però, la “saggezza” lascia il posto alle voci impastate e ai test fuori norma. In un angolo i City Angels osservano la situazione, pronti a mettere a disposizione il loro furgoncino per accompagnare a casa i casi «disperati». Come Franco e i suoi due amici, che strappano il primo posto nella classifica dei tassi alcolemici: tra 1.44 e 1.62: «Se devo guidare non mi riduco così» dice schiarendosi la voce. Alle spalle ha un grave incidente: «Sono passato con il rosso, me la sono vista brutta». O come quel ragazzo che racconta ai volontari di aver speso 180 euro in alcolici.
Risultato della nottata: circa 100 test effettuati, una quarantina di omaggi distribuiti. Ma l’impressione è che le situazioni veramente «a rischio» siano altrove, a poche decine di metri dall’ingresso della discoteca e fuori dal campo visivo dei volontari e degli «angeli della città». Qui, due ragazzi allontanati dal locale si spintonano e si insultano, giovanissime in equilibrio instabile sulle lunghe gambe scoperte si sorreggono a vicenda. Loro, dal banchetto, non ci sono certo passati.