Scontri in Statale, l'ateneo apre un'indagine

Istruttoria sulle violenze tra collettivi e gruppi di destra: «Atti inqualificabili»

Il rettore della Statale vuole vederci chiaro. E non si accontenta delle versioni confuse e contraddittorie dei due gruppi studenteschi di estrema destra e dei collettivi di sinistra. Gli episodi di violenza di lunedì saranno quindi oggetto di un'indagine interna per capire chi sono i responsabili della rissa a cui hanno assistito decine di universitari. Sul caso è già intervenuta la polizia, che ha raccolto testimonianze e verificato i fatti. Ora anche l'ateneo vuole sapere la verità. «Nell'esprimere la più ferma condanna nei confronti degli inqualificabili tafferugli e degli atti di sopraffazione violenta ai quali hanno dovuto assistere gli studenti presenti nella biblioteca centrale dell'ateneo, l'università - si legge in una nota - ribadisce con altrettanta decisione l'intenzione di restare un luogo libero, aperto, di confronto costruttivo, estraneo a ogni logica di sterile e pretestuosa contrapposizione in nome di qualsivoglia ideologia». Lunedì un collettivo di studenti ha denunciato un'aggressione da parte di un gruppo neofascisti. Si tratterebbe dei componenti del movimento di estrema destra Lealtà e Azione che dal canto loro sostengono la versione opposta dei fatti, cioè denunciano di essere stati le vittime dell'aggressione e non gli autori. Il palleggiare delle responsabilità e il meccanismo del «hanno cominciato loro» non piace affatto ai vertici dell'ateneo, che vogliono andare a fondo della vicenda e individuare i colpevoli. «Sull'accaduto è attualmente in corso un'istruttoria interna finalizzata alla corretta ricostruzione dei fatti e alla individuazione delle singole responsabilità anche per le successive comunicazioni all'autorità giudiziaria» spiegano alla Statale. Se si dovesse accertare che gli autori della violenza sono studenti iscritti alla Statale, allora verranno presi provvedimenti adeguati. Soprattutto per fare in modo che certi episodi non si verifichino più. Così come, si spera, non vendano più usati epiteti come «fascisti».Gli scontri sono nati a seguito del volantinaggio dei Collettivi, scesi in piazza per manifestare contro il ministro all'Istruzione Stefania Giannini, in visita in città, e contro la «buona scuola» di Renzi. «Durante il volantinaggio - hanno denunciato gli antagonisti - un nostro membro è stato aggredito da un esponente di Lealtà e azione, un gruppo neonazista a cui più volte sono stati concessi spazi in università». Poi in ateneo si sono presentati una trentina di «hammer skin», minacciando gli studenti fino a entrare in biblioteca lanciando sedie e tirando pugni ad alcuni studenti. I gruppi studenteschi di centro destra raccontano invece una versione ben diversa e puntano il dito contro «la solita mistificazione dei fatti». Raccontano di «scontri verbali» ma smentiscono «la caccia all'uomo» di cui sono stati accusati. Ma, in ogni caso, l'università denuncia quanto accaduto come «atti inqualificabili». MaS