Scoppia il rogo in casa: madre e figlia bruciate a causa di una sigaretta

Due anziane carbonizzate dalle fiamme divampate nella notte I corpi sono stati trovati dai vigili del fuoco, evacuato l'edificio

Nonostante avesse gravi problemi respiratori, tanto da dover girare con la bombola dell'ossigeno a tracolla, non ha mai rinunciato a fumare. E forse proprio un mozzicone lasciato cadere da qualche parte può avere innescato l'incendio che ha trasformato la famosa bombola in un un ordigno micidiale, facendo deflagrare l'intero appartamento. L'esplosione ha ucciso lei, la vecchia madre, ferito lievemente una ragazza e lesionato bel 12 alloggi, costringendo una ventina di condomini a cercare ospitalità da amici e parenti.

Corso di porta Romana 51, un massiccio edificio anni Sessanta di sei piani, incastonato i mezzo a una teoria di palazzine dell'Ottocento. Al pian terreno banche e negozi, sopra alloggi di un certo pregio. In particolare al terzo piano abitava Marisa Romisondo 95 anni insieme alla figlia Annamaria Rettore, 70, afflitta da una forma abbastanza grave di insufficienza respiratoria. E per questo la donna era costretta a tenere sempre a portata di mano la bombola di ossigeno, collegata a tubicini infilati nel naso. Ma non per questo la settantenne rinunciava alla sua sigaretta, come ha poi raccontato il cugino, accorso in porta Romana dopo il rogo.

Attorno all'1.30 un boato svegliava l'intera strada, proiettando in strada vetri e pezzi d'intonaco. Subito dopo dalle finestre dell'appartamento al terzo piano pendevano a uscire alte lingue di fuoco. In breve sul posto arrivavano i mezzi del vigili del fuoco, del 118, della polizia locale e dei carabinieri. In fretta e furia veniva fatti scendere gli inquilini, una trentina di persone, mentre i pompieri iniziavano le operazioni di spegnimento. Nel giro di un'ora le fiamme venivano spente e i primi soccorritori potevano entrare nell'appartamento.

In una delle camere da letto veniva quasi subito trovato il primo corpo, con ogni probabilità proprio quello di Annamaria Rettore, completamente carbonizzato. Tanto che l'identità veniva solo ipotizzata. Impossibile però procedere oltre per le alte temperature sviluppate dall'incendio all'interno dell'abitazione. I vigili del fuoco dovevano dunque attende diverse ore e solo verso le 10 del mattino, riuscivano a ispezionare tutte le stanze, fino a trovare il secondo corpo bruciato, la madre con ogni probabilità, vicino a una finestra. Altre vittime per fortuna non ce n'erano: tra i vari inquilini, solo una ragazza di 26 anni veniva portata al Policlinico in codice verde. Ma solo per una visita di cautela: trattenuta qualche ora, veniva dimessa già nel pomeriggio.

A quel punto iniziavano i sopralluoghi degli investigatori per capire quali potessero essere le cause dell'incendio e le condizioni statiche dell'immobile. Al momento però non sembra siano stato individuato con precisione l'innesco, forse una delle tante sigarette della settantenne, magari caduta sul letto. Da quel le prime fiamme, il contatto con la bombola del gas e l'esplosione. Un botto talmente forte di aver reso inagibile non solo l'appartamento delle vittime e gli altri tre a fianco, ma anche i quattro dei piani secondo e quarto. Costringendo così una ventina di persone a cercare ospitalità in alberghi e case di amici e parenti in attesa dei necessari lavori di restauro.