Scritte sul Pirellone, Maroni «censurato»

Dovrà sentire il Consiglio prima di usarne la facciata

Mai più scritte sulla facciata del Pirellone. Non senza l'ok del Consiglio regionale. Dopo le polemiche sulle finestre del grattacielo illuminate per comporre la scritta Family day, arriva la frenata: non sarà più solo la giunta di Maroni a decidere come utilizzare gli spazi regionali, facciata compresa. L'aula consiliare ha approvato una mozione del Movimento Cinque Stelle con la quale si chiede, in linea generale, di definire gli strumenti legislativi perché Palazzo Pirelli sia lasciato «nella piena disponibilità» del Consiglio regionale e che qualsiasi iniziativa pubblica sia concordata con l'ufficio di presidenza. «È grave e prepotente che la giunta abbia deciso autonomamente» di utilizzare la facciata del Pirellone, ha infatti detto il consigliere M5S Eugenio Casalino presentando la mozione. «Al di là del merito, l'iniziativa avrebbe dovuto deciderla eventualmente la maggioranz del consiglio regionale». La mozione, votata a scrutinio segreto, passata con 38 voti favorevoli e 31 contrari. «Avremmo preferito che anche i partiti che sostengono Maroni avessero fatto sentire la loro voce anche prima e non solo esprimendo il loro disappunto a voto segreto» commenta il capogruppo Pd Enrico Brambilla.«Per due settimane hanno annunciato la presentazione della mozione sul Family Day e poi non hanno avuto nemmeno il coraggio di discuterla - replica il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo - Temevano una sconfitta o hanno cominciato a credere nei valori della famiglia? In ogni caso una vera debacle per il Patto Civico e per il Pd, che su questo tema e sull'utilizzo del Pirellone da parte della giunta avevano speso fiumi di parole, a quanto pare inutilmente».

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Commenti
Ritratto di Fr3di

Fr3di

Gio, 04/02/2016 - 11:27

sinceramente si poteva evitare. non serve a nulla cercare polemiche con persone fondamentalmente incivili come possono essere definiti coloro che sono contro la famiglia naturale o vogliono far parte della stessa senza alcun diritto biologico ma solo per desiderio personale