Scultura, Botta «benedice» il legno

Il grande architetto ha curato la prestigiosa mostra di oggetti sacri

È Mario Botta a firmare l'allestimento della raffinatissima esposizione che la Pinacoteca Züst di Rancate (Mendrisio), nel Cantone Ticino, dedica fino al 22 gennaio 2017 alla scultura lignea. Il grande architetto ha studiato, a titolo completamente gratuito, ogni dettaglio affinché il visitatore sia immerso in un'atmosfera suggestiva e solenne, in cui la sacralità delle immagini esposte risulta pienamente valorizzata.

La mostra presenta una carrellata di sculture in legno dal XII al XVIII secolo - Madonne, Crocifissi, Compianti, busti, polittici scolpiti e persino un presepe - provenienti da musei, chiese e monasteri del territorio ticinese, dove questi autentici capolavori sono stati oggetto di devozione e ammirazione per secoli.

Da sempre il legno rappresenta uno dei mezzi più disponibili ed economici, anche perché di facile trasporto, attraverso i quali l'uomo cerca un contatto con la sfera del sacro. Questa caratteristica ha fatto, per troppo tempo, scambiare questa produzione per semplice artigianato o «arte popolare». In realtà gli studi degli ultimi decenni hanno posto in risalto da un lato la diffusione delle sculture lignee, e dall'altro il livello spesso altissimo della loro elaborazione formale.

Per quanto riguarda il territorio ticinese, si tratta infatti di testimonianze di una tradizione artistica che raggiunse spesso vertici europei, realizzate degli stessi artisti attivi a Milano e nelle altre città dell'attuale Lombardia, ma anche nelle regioni oggi conosciute come Piemonte, Liguria, Romagna.

Le opere giungono in mostra dopo essere state oggetto di una revisione e talvolta di restauri eseguiti grazie all'importante collaborazione dell'Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino.

La rassegna organizzata dalla Pinacoteca Züst è curata da Edoardo Villata, che è stato affiancato da un gruppo di lavoro formato da studiosi svizzeri e italiani, tra i quali Lara Calderari e Laura Damiani Cabrini,