La scuola ai profughi? Un dormitorio

L'edificio usato per l'emergenza siriani è diventato un covo di sbandati

La scuola «Manara» di via Fratelli Zoia torna ad essere un rifugio incontrollato di sbandati e senzatetto. E pensare che gode anche della «tutela» della Sovrintendenza. È la terza volta che accade, per questo edificio della periferia ovest di Milano. All'inizio del 2014 si iniziò a parlare di un utilizzo «sociale» della scuola (allora chiusa per manutenzione, tanto che gli alunni erano stati trasferiti «temporaneamente» in un'altra struttura). L'accoglienza dei profughi, pur nei giorni più caldi dell'emergenza, aveva destato anche timori fra i residenti, prontamente sostenuti dai rappresentanti del centrodestra in Consiglio di zona. Però, c'era almeno l'assegnazione a una cooperativa a sancire una funzione ufficiale. I problemi più grossi sono arrivati dopo: il centro è stato chiuso ma ha continuato a ospitare persone senza fissa dimora, stavolta in modo palesemente (e del tutto) incontrollato. Dopo le proteste, la scuola era stata temporaneamente chiusa dal Comune, ma in seguito rioccupata.