Una scuola di lettura nella capitale del libro

Alle Stelline nasce «Overbook», il primo corso per imparare il linguaggio degli scrittori

Leggere o non leggere, questo è il problema. O meglio, «il dubbio amletico», come da qualche tempo si usa canticchiare. In «Tempo di libri» è più che legittimo porsi questo interrogativo, e magari dare anche qualche risposta, come ha fatto l'Istat l'altro giorno a Rho delineando un quadro tra luci e ombre, con i non lettori che aumentano ma, al contempo, i giovani che si affezionano sempre più alla carta stampata e all'e-book. A quanto pare, però, non si legge ancora abbastanza, e comunque non bene.

Non lo fa nemmeno chi scrive per professione, come ricordano i giornalisti Stefania Vitulli e Antonio Carnevale, che insieme a Stefano Zecchi, in veste di direttore dell'Iisbe-Istituto Internazionale di Scienza della Bellezza, hanno tenuto a battesimo ieri sera, in Fondazione Stelline, il progetto di «OverBook», la «Scuola di lettura creativa» che partirà questo autunno nel prestigioso Palazzo di corso Magenta 61. Obiettivo, riscoprire il piacere di leggere con abbandono e lucidità in un'epoca in cui si scrive come mai in passato, non solo libri, ma anche relazioni, pensieri, appunti, messaggini, post sui social, ma paradossalmente non si trova mai un momento per abbandonarsi alla lettura: si vuole essere protagonisti senza soffermarsi ad ascoltare le voci degli altri. A lezione, le due «guide» Vitulli e Carnevale saranno accanto a uno scrittore, ogni volta diverso, chiamato a parlare non dei propri libri, ma di quelli che ha amato e lo hanno influenzato e cambiato.

L'ora prima, dalle 18, un incontro pubblico con editor, librai, critici, agenti letterari, traduttori che daranno la loro visione «professionale» della lettura. I lettori si porteranno a casa un canone intimo e utile per scrivere, studiare, interpretare o esistere in modo più bello. Sono previsti due cicli di sei incontri: uno da ottobre alle vacanze natalizie, l'altro da febbraio ad aprile. Classi da 20-25 alunni, e sarà tutto proprio come in una scuola vera, tranne l'orario, serale (dalle 19 alle 21.30) per permettere a tutti di partecipare, e l'età degli «allievi», che non ha limiti. L'idea è creare una comunità reale e concreta di lettori che si lasci guidare in percorsi inediti nella letteratura contemporanea intorno al fuoco di una parola che evoca bellezza. Per scoprire che anche la lettura può essere creativa: «Anche chi legge, come chi scrive - dice Stefania Vitulli- compie un percorso nell'ignoto, con passaggi inaspettati, scoperte, richiami e rimandi».

Chi ha detto che si debba per forza leggere un libro dalla prima all'ultima pagina, oppure tutte le opere di un autore? «Si possono leggere cinque, dieci libri insieme, con il famoso meccanismo ciliegia che ogni lettore appassionato conosce, per cui una suggestione tira l'altra». È prevista anche una parte virtuale, anche se non sarà preponderante, né invadente: «Nelle due settimane tra una lezione e l'altra si formeranno, sulle piattaforme social, community legate alla Scuola: playlist con i libri evocati a lezione, contenuti condivisi, contest online, pareri, recensioni, video e foto».