Scuole, 27 edifici da chiudere: «Ma servirebbero 190 milioni»

Tetti, impianti, palestre. Non è un inverno facile, per le scuole di Milano, alle prese con edifici vecchi e ormai spesso inadeguati. L'anno scolastico, ai primi freddi, si è subito presentato con inediti problemi di riscaldamento. Impianti guasti sono stati segnalati in diverse scuole. Ed è in particolare in zona 9 che si aperto un fronte di segnalazioni e proteste, a opera soprattutto del consigliere Federico Illuzzi (Nuovo centrodestra) che ha reso pubblici i problemi riscontrati (soprattutto a novembre e dicembre) nelle scuole di via Maffucci, via Bussero, via Bodio, e nella scuola materna «Fratelli Grimm», in zona Bicocca. Oggi da un altro consigliere di zona (stavolta la 7) arriva la denuncia sul caso della scuola media «Cesare Correnti» di via Delle Betulle (quartiere Olmi). «Al rientro dalle feste - riferisce il consigliere Antonio Salinari (Forza Italia) - hanno trovato il terzo piano della scuola inagibile. Il tetto è parzialmente crollato e 5 classi, 100 bimbi, sono stati spostati». «La palestra da poco ristrutturata - aggiunge Salinari - è ancora chiusa e i bambini trascorrono l'ora di ginnastica all'aperto col freddo invernale. Prima la palestra era inagibile per i lavori, ora per i problemi al tetto. Il risultato per ora sono soldi pubblici buttati via». «In ogni caso - dice - sulla sicurezza degli alunni non si può scherzare». Sul caso degli Olmi - che sicuramente non farà piacere ai genitori - l'assessore alla Scuola, Carmela Rozza, si riserva (comprensibilmente) di intervenire una volta verificata la situazione con gli uffici.
Ciò che invece l'assessore può già commentare è la situazione complessiva dell'edilizia scolastica cittadina. Una situazione fatta, come si dice, di luci e ombre. Le note positive, intanto, le mette in luce anche il recentissimo rapporto dell'associazione Legambiente («Ecosistema scuola»), che colloca Milano nei primi dieci posti, fra i capoluoghi di Provincia, in materia di manutenzione degli edifici, sia ordinaria sia straordinaria: la città è sesta nella classifica della manutenzione ordinaria con 56mila euro per edificio; ed è terza con 56mila euro nella graduatoria della manutenzione straordinaria con 19mila euro a edificio. In una classifica complessiva elaborata su parametri più complessi e articolati, che attengono alla valutazione generale di servizi, logistica e qualità della vita a scuola, Milano migliora ma è alla posizione 33. Ma non sono le manutenzioni il problema, lo conferma la Rozza: «Se i dati delle manutenzioni sono quelli mi fa piacere - commenta - ma il nostro problema sono le sostituzioni degli edifici. A giorni - preannuncia l'assessore - presenteremo uno studio che ho chiesto agli uffici, compilato per schede sui singoli edifici. Dallo studio risulta che a Milano ci sono 27 edifici scolastici da sostituire. Edifici vecchi, questo è il nostro problema». Anche perché l'intervento su edifici vecchi comporta costi alti e tuttavia non garantisce risultati definitivi: «È così, su queste scuole possiamo mettere delle pezze ma non basta. Dovremmo dismettere questi edifici scolastici; ma in tutto, secondo il piano, servirebbero 190 milioni di euro».
Palazzo Marino ridimensiona invece il caso dei riscaldamenti guasti delle scorse settimane: «È accaduto - spiega l'assessore Rozza - che l'appalto è scaduto e si sono verificati dei disservizi, ora superati, legati a questo passaggio di gestione».