Scuole materne: raddoppiano le classi primavera

Da settembre salgono a trecento quelle aperte a chi non ha ancora compiuto tre anni: ci sarà posto per cinquemila bambini

La Regione Lombardia e Ufficio scolastico regionale varano un programma per incentivare le cosiddette «sezioni primavera», vale a dire la possibilità di accedere a una scuola materna con un anno di anticipo. Dunque: a due anni invece che a tre. Un’esigenza che è sempre più sentita, soprattutto dalle madri che lavorano e che non possono permettersi il costo di una baby sitter o del nido. Il programma è stato sottoscritto ieri dall’assessore regionale all’Istruzione Gianni Rossoni e dal direttore scolastico regionale Annamaria Dominici. Il prossimo anno scolastico, dunque, in Lombardia raddoppieranno le classi primavera. La Regione, infatti, ha deciso di stanziare due milioni di euro che, insieme con i quattro milioni e quattrocentomila euro messi dallo Stato, permetteranno di finanziare oltre trecento classi, ben di più quindi rispetto alle 185 che hanno ricevuto i fondi lo scorso anno. Saranno circa cinquemila dunque i bambini che potranno frequentarle.
«Così - ha spiegato l'assessore Gianni Rossoni - c’è uno sgravio di risorse per i Comuni e per le famiglie». La scuola materna, ha aggiunto la direttrice Anna Maria Dominici, «ha un costo decisamente più basso rispetto al nido, ma ha come presupposto che ci sia in atto un progetto pedagogico strutturato».
Il progetto, infatti, è uno dei requisiti per poter accedere ai fondi. Le sezioni primavera erano già state sperimentate lo scorso anno: erano arrivate 270 domande dalle scuole, di queste solo 211 sono state considerate ammissibili e 185 (di cui 170 arrivate da strutture non statali) sono state finanziate. «Quest’anno di certo salirà il numero - ha assicurato l’assessore Rossoni -. Ad esaminare i progetti, dopo aver avuto preventivamente il parere favorevole dei singoli Comuni, sarà un tavolo interistituzionale a cui parteciperanno l'Ufficio scolastico regionale, la Regione e l'associazione dei Comuni». L’iniziativa è di particolare rilievo, soprattutto se si tiene conto non solo della carenza dei posti, ma allo stesso tempo dei costi che riguardano gli asili nido. Ad avvantaggiarsene saranno soprattutto i centri più piccoli, dove le stesse materne attualmente sono gestite da privati e comunque il carico finanziario del servizio pesa sui bilanci locali.