«Se mi fate piangere poi non riesco a parlare»

«Mi spiace, la prossima volta lo faremo a San Siro» scherza ma non troppo Giovanni Toti, capolista di Forza Italia alle Europee nel Nordovest. Siamo alla chiusura della campagna elettorale con Silvio Berlusconi. La sala scelta è quella del palazzo della Provincia di via Corridoni. In giorni normali, tiene seicentocinquanta persone. Ma è una giornata particolare, così i fan azzurri arrivati per ascoltare il Cavaliere si stringono e si stipano, si siedono sulle scale e si ammassano lungo i corridoi. Secondo gli organizzatori ci sono più di mille persone, forse milleduecento.
Non basta. Fuori dalle vetrate del palazzo la gente preme per entrare. Sono in molti a essere rimbalzati dal servizio di sicurezza: al piano inferiore, solo l'aria condizionata sparata a palla è riuscita a rendere il clima respirabile. Lunghe code, molti delusi, qualche protesta tra coloro che non sono riusciti a farsi largo. E non sono riusciti a vedere Silvio: il leader di Forza Italia è entrato dall'ingresso laterale. Per dribblare i giornalisti, più che la folla. Ma la gente continua a sperare e a premere.
«Sil-vio, Sil-vio, Sil-vio» intonano all'arrivo di Berlusconi quelli che sono riusciti a conquistare un posto, se non in prima fila, almeno in qualche angolo della sala, così da poter vedere e ascoltare. «Se mi fate piangere, non parlo» è l'esordio del Cav. In versione multimediale: in collegamento video con via Corridoni c'è la chiusura della campagna elettorale a Pescara e così arriva anche l'incoraggiamento «per Raffaele» (Fitto).
Parla dell'aumento della povertà, Silvio Berlusconi, come fa spesso negli ultimi tempi. «Da quando il nostro governo è stato sostituito, ci sono un milione e duecentomila poveri in più» dice. Poco prima era stato Giovanni Toti a dire: «Un'Europa così non la vogliamo. Se ce la facciamo in Europa, ce la faremo anche in Italia». Con un nuovo attacco a Matteo Renzi che ha promesso 80 euro in più anche ai pensionati: «Mi sembra un po' Achille Lauro, che regalava una scarpa prima del voto e una dopo il voto...». E la coordinatrice regionale, Mariastella Gelmini: «Diciamo no all'Europa dei complotti, sì all'Europa dei popoli».
Il partito è schierato al gran completo. Seduta sotto il palco c'è Francesca Pascale, la fidanzata di Berlusconi. Abito nero, capelli biondi raccolti, è seduta con candidati e big, tra la Gelmini, Paolo Romani, Daniela Santanchè. Berlusconi cita Alessandro Cattaneo, «il sindaco che si è fatto amare» e che è adesso è ricandidato a Pavia. Dice che a lui e a Toti ha affidato la stesura del futuro programma. Nei corridoi e in sala ci sono proprio tutti: Giulio Gallera, Mario Mantovani, Alan Rizzi, Stefania Craxi, Paola Bulbarelli, ma è solo a titolo d'esempio.
C'è Licia Ronzulli, eurocandidata, e fuori anche il suo camper, che l'accompagna in giro. C'è Stefano Maullu, anche lui in pista per l'Europa. Arriva Lara Comi, eurocandidata uscente e ricandidata. Si fa largo Iva Zanicchi, che ha strappato a Berlusconi la nuova corsa verso Strasburgo. Adesso i giochi della campagna elettorale sono chiusi. Si attende la classifica finale.